Concerti / La Premiata Forneria Marconi fra “amarcord” e omaggio a De Andrè
Lunedì 02 Maggio 2011 18:02
Lo sforzo di rielaborare in chiave rock l’opera di Fabrizio De Andrè “La buona novella” riesce soltanto parzialmente alla Premiata Forneria Marconi, gruppo storico italiano degli anni 70. Il gruppo capeggiato dalla “vecchia guardia”, composta da Franco Mussidda e Franz Di Cioccio, ha tenuto a Cagliari, teatro lirico, il concerto omaggio al cantautore genovese, che avrebbe compiuto 70 anni.
La buona novella è un lavoro che nasce da una ricerca che De Andrè ha compiuto sui vangeli apocrifi, i vangeli nascosti che sarebbero stati scritti da Giacomo, Tommaso, Giuda e altri, con differenti dettagli sulla vita e le opera di Gesù Cristo, rispetto a quelli tradizionali redatti dai quattro evangelisti e riconosciuti dalla Chiesa. Un’opera affascinante e poetica che celebra le doti geniali del cantautore genovese. Ebbene la messa in scena della PFM soddisfa solo a metà, perché le interpretazioni originali dei brani della “Buona Novella” appartengono solo a De Andrè. La sua voce, la sua intensità sono uniche, non ce ne vogliano Di Cioccio e soci. E’ certamente apprezzabile nel suo complesso la realizzazione del progetto della Premiata, anche perché sul piano musicale e squisitamente tecnico, nessuno, credo, possa imputare qualcosa a loro.
Ma le cantate di Di Cioccio e Mussidda, rispetto al geniale poeta ligure, fanno perdere qualcosa all’insieme dell’album. Dall’ “Infanzia di Maria”, passando per il “Ritorno di Giuseppe” a “Via della Croce” per concludersi con il “Testamento di Tito”. Testi sublimi e riflessioni dovute su questa vicenda storico-religiosa dell’uomo che De Andrè considera “il più rivoluzionario della storia”. Gesu Cristo, appunto.
Nella seconda parte del concerto riecco la vera Premiata Forneria Marconi, quella dall’animo rockeggiante e talvolta armoniosa. Cosi tra l’entusiasmo di un pubblico abbastanza giovane, con gli immancabili aficionados ultra cinquantenni, sono scivolati via brani come “Luna nuova”, “La carrozza di Hans”, “E’ festa” per finire nel tripudio con il pezzo che ha fatto epoca e che appartiene a tutti “Impressioni di Settembre”.
PFM sicuramente promossa sulla scena, ma sulla Buona Novella l’impressione è che occorre rimandare a “settembre” il compito finora svolto, colpa anche di una acustica non buona, non sappiamo se per colpa del tecnico audio o di un teatro che poco si presta a questo genere di spettacolo.
Andrea Porcu
