Editoria / Indagine in Italia sull’export dei libri: + 93%
Martedì 24 Marzo 2009 16:39
La seconda “Indagine sull’import-export dei diritti d’autore in Italia”, realizzata dalla Doxa per conto dell'Istituto nazionale per il commercio estero, con la collaborazione dell'Associazione italiana editori, ha messo in evidenza un dato importante: cresce l'export del libro italiano, tanto che nel settore del libro per ragazzi risulta imminente il “sorpasso”: cediamo diritti quasi quanti ne compriamo (e già questo avviene per libri d'arte e illustrati).
Cresce sia il numero di editori che comprano dall'estero sia quelli che vendono. La crescita è più elevata tra le case editrici più piccole (con meno di 15 novità nell'anno), pressoché raddoppiate (+107,3% sul 2001) rispetto a quelle medie e grandi (+42,6%). Il numero di titoli acquistati è cresciuto del +43,1%: da 5.400 a 7.730; il numero di titoli venduti è praticamente raddoppiato (da 1.800 a 3.490: +93,9%).
Gli acquisti di diritti restano maggiori rispetto alle vendite in quasi tutti i settori, tranne l'editoria d'arte e illustrata; ma le vendite crescono più rapidamente degli acquisti. Per esempio: la vendita di diritti di narratori italiani (602 titoli) cresce tra 2001 e 2007 del 157,3% mentre gli acquisti di libri di romanzieri stranieri (2.316 titoli) del +51,8%; la vendita di titoli di saggistica (973 titoli) cresce del +440,0% mentre gli acquisti (2.699 titoli) del +99,3%. L'editoria d'arte e illustrata è l'unico comparto dove le vendite di diritti nel 2007 hanno superato gli acquisti: venduti i diritti di 616 titoli, acquistati i diritti di 264 titoli.
L'export del libro italiano è - per il 77,0% - verso l'Europa, ma tra 2001 e 2007 si ridisegna il peso geo-editoriale dei diversi mercati. Nel 2001, l'Asia assorbiva il 5,8% dei titoli di cui le case editrici vendevano diritti, nel 2007 questo valore è pressoché raddoppiato toccando l'11,5%; verso l'Europa centro orientale, quella Balcanica, la Russia nel 2001 si vendeva il 19% dei diritti di edizione complessivamente commercializzati, mentre nel 2007 il peso di quest'area raggiunge il 30,2%. I Paesi dell'export sono totalmente diversi dai Paesi dell'import: gran parte degli acquisti avvengono in due soli Paesi, Regno Unito e Stati Uniti (deboli importatori di titoli italiani) mentre la maggioranza delle vendite (73%) sono effettuate negli altri Paesi europei, dai quali importiamo solo il 33% dei titoli. (Fonte: Ice, Istituto nazionale per il commercio estero)
