Officina / Installazioni fotografiche di Sabina Murru e Marco Corda
Lunedì 07 Giugno 2010 23:41
Le installazioni sono così presentate in catalogo: “Henri Cartier Bresson affermava che la fotografia è "un modo per comprendere". L'infinito istante è quello che noi fotografiamo, schiavi di un occhio che ci porta a vedere le stesse cose in maniera diversa. Queste fotografie invitano a vedere ossessivamente e diversamente il mondo. Occhi differenti guardano lo stesso punto, ma irrimediabilmente vedono cose diverse. La diversità ci accomuna in un solo e unico connubio che è quello dell'immagine”.
“L'officina è un altro mondo, un mondo dove c'è poca luce, un mondo fatto di rumore, di grasso, di viti, di ruggine e olio, un mondo dove una raccolta di fotografie può portare ad una visione insolita del luogo stesso. Perché imprigionare in spazi bianchi e candidi quello che già di suo è luce? Portare la luce in un posto dove la luce viene offuscata dal fumo e dal grasso è il nostro intento. Portare gli occhi della gente a guardare immagini in posti "inconsueti" per questo due giorni la nostra missione. Dalla panoramica estrema al dettaglio, la fotografia nostra è questa”.
“L'immagine –conclude la presentazione- di una Sardegna a volte ignorata: dalla sabbia del Poetto ai militari di Decimo, dall'acqua trasparente alle croci di Porto Torres, visioni talvolta grottesche del cielo e della ruggine che ci circondano”.
