Imposte / L’introduzione dell’Imu (al posto dell’Ici) agita le acque fra Regione e Confindustria

“SardegnaNovas” 

Imposte / L’introduzione dell’Imu (al posto dell’Ici) agita le acque fra Regione e Confindustria

L'imminente introduzione della nuova imposta municipale, Imu, che di fatto sostituirà l'Ici, ha creato un clima teso fra Giunta regionale e Confindustria Sardegna. Gli industriali sardi prevedono tempi bui soprattutto per il turismo: nell’isola un albergo di medie dimensioni paga - secondo i calcoli della Confindustria - una media di sessantamila euro per l’Ici e ora dovrà pagarne settantunomila. Un incremento non da poco, se si considera che il turismo in Sardegna è «un salasso che colpirà tutte le imprese» afferma Massimo Putzu, presidente regionale di Confindustria.

 

 

Importante dato è che l’Imu è fissata al 7,6 per mille per gli immobili strumentali, ovvero utilizzati esclusivamente per le attività delle imprese. «Mi sembra chiaro che questo cosiddetto federalismo verrà costruito ponendo a carico delle imprese l’inefficienza della pubblica amministrazione – prosegue Putzu - e a poco servirà la previsione di sconti articolabili in base alle diverse tipologie d’impresa. Se i conti locali non saranno in ordine a pagare le spese saranno proprie le aziende che verranno spremute visto che i Comuni potranno aumentare l’imposta di un tre per mille».

 

Duro, l'esponente di Confindustria che imputa la responsabilità alle istituzioni sarde. Il presidente della Regione Ugo Cappellacci insieme al vice presidente assessore della Programmazione Giorgio La Spisa non fanno attendere la replica, rassicurando: «L’introduzione del nuovo sistema di imposte municipali, per la Sardegna avverrà con apposite norme e previo confronto con il sistema degli enti locali e delle imprese. Ci sarà tutto il tempo per approfondire la questione».

 

«La Sardegna – riprendono Cappellacci e La Spisa - si è già opposta da tempo alla estensione di questa norma alle regioni speciali e a nome di tutte le regioni e province autonome ha già presentato una proposta di emendamento al Decreto sul federalismo municipale al fine di escludere l’applicazione delle nuove norme in assenza di norme di attuazione coordinate con i contenuti degli statuti speciali. L’intento è quello di difendere le specificità del nostro ordinamento e le peculiarità del nostro sistema produttivo».

 

Giovanni Schirò