Trasporti / Per i traghetti rincari in vista sino al 130 per cento: a rischio la stagione turistica

“SardegnaNovas” 

Trasporti / Per i traghetti rincari in vista sino al 130 per cento: a rischio la stagione turistica

Un'estate calda quella che si teme per il 2011. Le prime stime parlano di perdite nell'ordine del 20-25% rispetto ai turisti che hanno visitato la Sardegna nel 2010. Tradotto in cifre significherebbe che un numero compreso tra i 160 mila e 200 mila turisti avrebbero deciso di trascorrere altrove le vacanze estive. Non si può certo dar loro torto, viste le tariffe. Il loro aumento rispetto allo scorso anno oscilla tra il 66% e il 130%, stando ai dati del Centro studi di Api sarda.

 

 

Per capire meglio il fenomeno, un esempio per tutti. Una famiglia composta da padre, madre, due figli sotto i dodici anni e auto al seguito sulla tratta Civitavecchia-Cagliari (andata e ritorno) nel mese di luglio si trova a dover spendere 815,30 euro solo per arrivare sull'isola. Esponenti del mondo imprenditoriale sardo insieme alle istituzioni locali si oppongono duramente. «Se nel 2010 su dieci contatti quattro andavano a buon fine, quest'anno siamo inchiodati a una prenotazione sicura ogni dieci preventivi» afferma Giovanni Pigozzi, presidente dell'associazione gestori di campeggi e villaggi all'aria aperta, la Fiata.

 

Ad intervenire sull'argomento anche Giorgio Macciocu, presidente di FederAlberghi nel Sassarese e in Gallura: «Servono interventi immediati anche finanziari che obblighino gli armatori a ridurre subito i prezzi». Si schierano contro il caro tariffe anche l'assesorato regionale al Turismo e la Provincia di Cagliari: «Tale regime dei prezzi esclude ogni possibilità di scelta conveniente per i viaggiatori - afferma il presidente Graziano Milia -, non essendovi alcuna reale alternativa al mezzo navale per tutti coloro che necessitano di viaggiare con proprio mezzo al seguito».

 

I consumatori, infine, hanno presentato numerosi esposti all'Antitrust e una denuncia alla procura della Repubblica per un sospetto accordo di cartello tra le compagnie marittime.

 

Giovanni Schirò