Iniziative / Il “Polo verde” a Porto Torres: presentato il progetto al Ministero, cauti sindaci e sindacati

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Iniziative / Il “Polo verde” a Porto Torres: presentato il progetto al Ministero, cauti sindaci e sindacati

Il Polo verde si farà a Porto Torres. Il progetto, targato Eni-Novamont, è stato presentato al Ministero dello sviluppo economico, presenti il Presidente della Regione Ugo Cappellacci, i vertici dei sindacati, i sindaci di Sassari e Porto Torres, il presidente della Provincia di Sassari, Confindustria Sardegna, il Consorzio industriale provinciale nord Sardegna e i dirigenti del ministero. «Un anno fa, partecipai a una riunione simile - ha affermato Cappellacci -, ma allora stavamo cercando di mantenere in vita un malato terminale mentre oggi stiamo accudendo un neonato per farlo crescere». Con perdite annue medie di 63 milioni di euro non si può che parlare di malato terminale, in effetti. Questa la cifra che il Petrolchimico di Porto Torres costava all'Eni ogni anno.

 

Qualora, invece, venisse siglato il protocollo d'intesa l'attuale sito verrebbe trasformato nel polo per la chimica verde più grande d'Europa. Un gran bel “neonato”, con la sua superficie agricola di 20mila ettari. Non solo, il progetto prevede la  costruzione di una centrale a biomasse da 40 megawatt. Con un investimento di 800 milioni di euro verrebbero, inoltre, garantiti 650 posti di lavoro, 100 in più rispetto a quelli di oggi.

 

Proprio dei posti di lavoro si è lungamente discusso durante le due riunioni. I sindacati hanno, difatti, richiesto garanzie per i livelli occupazionali e per le bonifiche dei territori interessati. «Registriamo con interesse i progetti - ha detto il segretario generale della Cgil Enzo Costa - ma diciamo che non è possibile fermare gli impianti prima di aver costruito i nuovi. In quel sito lavorano più di mille lavoratori, fra i diretti e l'indotto, e nessuno dovrà perdere il posto».

Mario Crò della Uilcem è ancora più pragmatico: «Mi spaventa tutto questo ottimismo. Preferisco la prudenza fino a quando non diranno esattamente come funziona questa chimica verde. Non vedo certezze neppure in questa nuova newco».

 

Anche gli amministratori locali intervengono:«Le bonifiche devono avvenire contestualmente in tutte le aree. Abbiamo avuto delle rassicurazioni ma aspettiamo dati certi» afferma Giudici, presidente della provincia di Sassari. «Chiedono di chiudere il cracking a giugno – aggiunge Ganau, sindaco di Sassari - ma mi sembra impossibile: 78 lavoratori vanno in Cassa integrazione e altri in mobilità, per un totale di 130 lavoratori che verranno allontanati dal processo produttivo. Inaccettabile senza un accordo sindacale e con garanzie vere».

 

Giovanni Schirò