Lavoro / Manca la firma per la cassa integrazione, minatori Furtei occupano la Regione
Venerdì 05 Marzo 2010 10:37
Un'emergenza continua. Hanno occupato la sala riunioni dell'assessorato regionale all'Industria, al quarto piano del palazzo di viale Trento i lavoratori in cassa integrazione della Sgm, la Sardinia Gold minig, società proprietaria della miniera di Furtei in mano al curatore fallimentare.
A spingere i lavoratori a occupare la sala dell'assessorato guidato da Sandro Angioni, il mancato rinnovo del provvedimento di cassa integrazione per i lavoratori che, nonostante la fermata degli impianti hanno garantito il monitoraggio del sito minerario e garantito un servizio di vigilanza ambientale proprio nell'area interessata dalle vecchie lavorazioni minerarie.
La protesta dei lavoratori è scattata dopo che il curatore fallimentare ha firmato i documenti per la messa in mobilità delle maestranze. Un atto che, a sentire i lavoratori e sindacati, ha un significato: fuoriscire dall'azienda, rendendo più complicata la collocazione o il reinserimento nel ciclo produttivo. Un atto che i lavoratori e sindacati hanno deciso di respingere al mittente occupando invece il quarto piano del palazzo regionale. I lavoratori, come fanno sapere dal presidio, chiedono che venga rinnovata la cassa intergazione e inoltre che venga avviato il processo di riqualificazione e bonifica ambientale dell'area mineraria interessata dalle lavorazioni della Sgm. Con la cessazione della cassa integrazione, come spiegano i lavoratori, sarebbe a rischio anche il programma di difesa e monitoraggio ambientale dell'intera area. Soprattutto dei bacini degli sterili dove ci sono in decantazione, assieme all'acqua anche nocive.
Quella dei lavoratori di Furtei non è comunque l'unica vertenza. Da giorni va avanti nell'isola dell'Asinara la protesta dei dipendenti del petrolchimico di Porto Torres che chiedono il riavvio della produzione negli impianti della Sardegna nord occidentale. A manifestare chiedendo intervento della regione anche i lavoratori dello stabilimento Eurallumina di Portovesme e quelli della Rockwool di Iglesias.
