Lavoro / Alcoa rilancia: nessuna fermata e investimenti a Portovesme e Fusina

“SardegnaNovas” 

Lavoro / Alcoa rilancia: nessuna fermata e investimenti a Portovesme e Fusina

Alcoa resta in Italia. E lascia aperti gli stabilimenti di Portovesme e Fusina. Si  conclusa con la firma dell’accordo nella sede del ministero dello Sviluppo economico, tra i rappresentanti della multinazionale e le organizzazioni sindacali la vertenza industriale che va avanti da sette mesi a Portovesme e a Fusina in Veneto.

Secondo quanto fatto sapere dai sindacati subito dopo la stipula dell’accordo, il piano della multinazione che si occupa della produzione di alluminio primario nei due stabilimenti italiani, dovrebbe prevedere il consolidamento delle due industrie senza esuberi e, come precisano le organizzazioni sindacali, “garantendo gli assetti occupazionali”. Nei due stabilimenti, potrà quindi proseguire l’attività produttiva che, sino a oggi, non è stata interrotta, chiudendo una vertenza che ha visto, per oltre un mese alcuni lavoratori incatenati a sessanta metri di altezza in un serbatoio di Portovesme e diverse manifestazioni a Roma dove non sono mancati neppure gli scontri con le forze dell’ordine.Dai rappresentanti sindacali un cauto ottimismo per la decisione che viene considerata “storica”, soprattutto rispetto alle previsioni del passato.“Si è passati dall'intenzione di abbandonare l'Italia ad un piano che prospetta il consolidamento delle attività produttive e la realizzazione di investimenti per 94,6 milioni di Euro – fa sapere Susanna Camuso della Cgil - . Dall'accordo, inoltre, esce confermato e rafforzato lo stabilimento di Portovesme in Sardegna con la sua attuale occupazione così come per Fusina in provincia di Venezia si è ottenuto l'impegno a rendere possibile il riavvio del reparto di produzione di alluminio dopo la fermata dell'impianto che  stata definita nell'accordo temporanea e quindi non più definitiva”. Soddisfazione anche da Marco Bentivogli della Cisl nazionale che parla di “risultato storico”. Dello stesso avviso Mario Ghini della Uilm che rimarca l’importanza della “produzione di alluminio in Italia”.(r.e.)