Estate / Migliora la qualità delle acque di balneazione: ora si può consultare un portale
Mercoledì 30 Giugno 2010 20:35
La salute delle acque di balneazione in Italia è nettamente migliorata rispetto al 1993. Dei 5175 chilometri di costa sottoposti a controllo, sui 7375 chilometri di costa italiana, ben 4969 sono balneabili, pari al 96 %. I restanti 2190 chilometri non sono considerati balneabili in quanto non accessibili al monitoraggio o perché porti o foci di fiumi. È quanto emerge dal rapporto annuale sulle acque di balneazione presentato dal Ministro della Salute Ferruccio Fazio insieme al primo portale consultabile dal pubblico in grado di fornire e ricevere informazioni in tempo reale sulla qualità delle acque.
Il “Portale Acque” (www.portaleacque.it) si compone di quattro principali sezioni relative alle acque potabili, minerali e termali e di balneazione. Le prime tre sezioni sono in fase di realizzazione. All’interno della sezione “Acque di balneazione” è contenuta un’applicazione Gis (Geographic Information System) che consente la visualizzazione tramite le ortofoto di Google Maps delle aree di balneazione italiane con i relativi punti di campionamento.
L’Italia è lo Stato europeo con il maggior numero di spiagge. Dopo l’Italia ci sono la Francia con 2.005 siti di balneazione, la Spagna con 1910 e la Grecia con 1273 (830 insufficientemente campionati). I siti balneabili italiani sono i più controllati d’Europa perché di fatto il nostro Paese ha, da oltre venti anni, adottato i criteri più restrittivi della direttiva europea che ha finora disciplinato il settore, tanto che il 90,8% dei suoi siti balneari è conforme ai valori guida dei parametri microbiologici contro la media dell’89,0 d’Europa.
Se invece consideriamo i valori obbligatori, meno restrittivi dei valori guida, l’Italia ha una copertura del 92,2 % contro una media europea del 95,6%: quest’apparente discrasia è pienamente spiegata dall’evidenza che il nostro Paese esercita un numero di controlli per chilometri di costa superiore a quello di tutti gli altri paesi europei: infatti il nostro Paese controlla tutta la costa, e non soltanto i siti adibiti alla balneazione come fa la maggior parte degli altri Stati europei, attraverso una rete di monitoraggio capillare (punti di campionamento max. ogni 2 km) ed un periodo di campionamento in assoluto più lungo (sei mesi all’anno).
Si rammenta che il nostro Paese, al fine di tutelare la salute dei cittadini, vieta la balneazione nelle zone inquinate e ne consente la riapertura solo a seguito di risanamento ambientale ed esito favorevole delle analisi eseguite per un intero periodo di campionamento (comma 2 dell’art. 7 D.P.R.470/82). Ciò significa che, a differenza degli altri Stati Membri che non applicano i seguenti criteri cautelativi, l’Italia denuncia 302 siti come vietati alla balneazione (prevalentemente foci di fiumi).
Il rapporto del 2010 come di consueto è costruito sui risultati delle analisi delle acque di balneazione ottenuti nella stagione balneare precedente (2009), prodotti dalle Agenzie Regionali per l’Ambiente. Della costa controllata soltanto un chilometro non è stato sufficientemente campionato, mentre per tutti gli altri abbiamo trovato 4969 chilometri di costa balneabile, vale a dire 9,1 Km in meno rispetto allo scorso anno e 224,3 chilometri interdetti temporaneamente alla balneazione perché inquinati. (Fonte: Ministero della salute)
