Informazione / Il sindacato dei giornalisti chiede più attenzione ai problemi del lavoro e rifiuta imposizioni governative

“SardegnaNovas” 

Informazione / Il sindacato dei giornalisti chiede più attenzione ai problemi del lavoro e rifiuta imposizioni governative

“Va certamente bene se il Governo decide di lavorare a una campagna perché il tema del lavoro, della sua dignità e del suo rispetto e la conoscenza della complessità delle sue trasformazioni siano posti, attraverso i media, al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica. Su questo punto, il sindacato dei giornalisti non solo non si sottrae al confronto – mai lo ha fatto –, ma da anni, inascoltato dai poteri editoriali e non solo, lamenta la difficoltà con cui i problemi e le criticità del lavoro, le sue voci tutte, non trovino spazio adeguato sui media, soprattutto quelli del servizio pubblico”. Lo sostiene Franco Siddi, segretario generale della Fnsi, il sindacato dei giornalisti, nell’affrontare il problema dell’informazione.

 

 

Franco Siddi osserva inoltre che “se invece il Governo pensa che spetti ad esso dettare le linee informative su cosa e come del tema lavoro debba entrare nel circuito delle notizie non ci siamo proprio: il Minculpop è cosa di altri tempi, affatto riproponibile. E non pensiamo neanche che il Ministro del Lavoro Sacconi avesse in mente un’ipotesi del genere quando ha dichiarato, oggi, di voler avviare un tavolo negoziale con il Ministro dello Sviluppo economico per mettere a fuoco il rapporto tra “lavoro e comunicazione”.

 

La completezza dell’informazione, la sua attenzione a tutte le voci e ai problemi veri delle persone deve diventare lo snodo dell’impegno professionale ed editoriale. Ma questo compito non passa per dettati governativi. “Cogliamo l’occasione –aggiunge Siddi- di ricordare che solo una settimana fa il Sottosegretario all’editoria, Paolo Bonaiuti, ha assunto formale impegno a convocare, invece, un tavolo col Ministro del Lavoro, il Ministro dello Sviluppo economico, la Fnsi e gli editori per affrontare i deficit causati dal fenomeno del precariato giornalistico, per il quale occorre un piano straordinario.”

 

Lo stesso concetto è stato anche affrontato a Paola, in provincia di Cosenza, dove il segretario generale della Federazione della Stampa ha sottolineato “il valore etico dell’informazione, intesa come conoscenza”. “Garantire al cittadino un’informazione corretta e trasparente, al servizio esclusivo della verità, non dei potenti o dei tifosi: è questo il dovere del giornalista”. Un concetto ribadito nell’incontro ospitato a Paola, al termine della messa regionale per San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti, organizzata dall’Ucsi della Calabria e che ha visto la partecipazione di tre arcivescovi giornalisti, Salvatore Nunnari (diocesi di Cosenza-Bisignano), Luigi Renzo (Mileto) e Giuseppe Fiorini Morosini (Locri), iscritti all’Unione Stampa Cattolica e al Sindacato Giornalisti della Calabria.

 

“La credibilità è la sfida più grande per i giornalisti italiani, e non solo, – ha detto Siddi – che hanno il compito di aiutare i cittadini, fornendogli una chiave di lettura, in modo tale che le notizie siano davvero materia di scelta” per disporre di “una stampa che non presti il fianco a questa o a quella parte, un giornalismo fatto di professionisti liberi, non di mercenari”. Franco Siddi ha tenuto a mettere in risalto che “i media devono porsi al di sopra delle questioni meramente economiche, dando, piuttosto, voce a chi non ce l’ha. Ai poveri, ai deboli, per cui possiamo fare tanto, contrastando disuguaglianze e discriminazioni. I potenti non hanno bisogno della stampa”.

 

Il segretario della Fnsi ha infine rivolto un appello “per un’informazione al servizio coraggioso della verità”, che deve varcare i confini del giornalismo cattolico, “altrimenti faremo una brutta fine e nei media, dalla carta stampata alla televisione, rimarranno soltanto due schiere: da una parte gli ideologizzati, gli schierati, appunto; dall’altra i disperati, pronti a tutto pur di lavorare”.

 

D’altronde i segnali non mancano, “specie in regioni difficili, come la Calabria – ha esordito Carlo Parisi, segretario regionale del Sindacato Giornalisti, confermando le preoccupazioni di Siddi – dove molti, troppi, colleghi sono sfruttati da editori senza remore: niente stipendi per mesi o un anno intero, oppure compensi da fame, che equivalgono a un insulto”. Il messaggio è, ancora una volta, forte e chiaro: “I giornalisti calabresi, e come loro tanti altri, devono reagire per difendere il valore più caro, la propria dignità, e il diritto più normale, quello al lavoro”.