La Maddalena / Accuse di corruzione: Bertolaso indagato con altri 40, quattro arrestati
Mercoledì 10 Febbraio 2010 20:55
Una quarantina di indagati, quattro persone arrestate e sessanta perquisizioni. Il capo del Dipartimento della Protezione civile Guido Bertolaso è indagato per corruzione nell'inchiesta svolta dalla magistratura di Firenze sugli interventi eseguiti alla Maddalena in vista del G8 dello scorso anno, poi spostato all'Aquila. L'inchiesta della procura di Firenze sugli appalti del G8 a La Maddalena si concentra sulle opere per i mondiali di nuoto, il mancato G8 alla Maddalena e per le iniziative legate alle celebrazioni dei 150 anni dell'Unita' d'Italia. In carcere sono finiti –secondo fonti d’agenzia- Angelo Balducci (da tempo sotto inchiesta anche a Roma nell'ambito di una mega-indagine riguardante l'assegnazione di appalti per grandi eventi), incaricato dell'attuazione delle opere per il G8 alla Maddalena e attualmente presidente del Consiglio superiore dei Lavori pubblici.
Con lui, è stato arrestato il suo successore nell'incarico per le opere a La Maddalena, Fabio De Santis. Il terzo a finire in manette è l'imprenditore romano Diego Anemone, dell'omonimo gruppo, che si è aggiudicato la conversione dell'ex arsenale della Maddalena e che aveva interessi nei lavori per i mondiali di nuoto. Il quarto arrestato, Mauro della Giovampaola, ha occupato incarichi di rilievo nella protezione civile; attualmente è braccio destro dell'architetta Elisabetta Fabbri, commissario straordinario per i Nuovi Uffizi, e fa parte della struttura incaricata di portare a compimento le opere per i 150 anni dell'Unità d'Italia, fra cui l'auditorium della musica di Firenze.
Indagato il magistrato Achille Toro, procuratore aggiunto della Repubblica di Roma. Con Toro è indagato anche il figlio Camillo, uno dei destinatari delle perquisizioni compiute oggi nella capitale dai carabinieri del Ros. Il loro coinvolgimento nell'indagine della magistratura fiorentina potrebbe essere collegato a una fuga di notizie riguardante un'inchiesta della magistratura di Roma e della quale avrebbero beneficiato alcuni indagati.
Per il G8 sono stati spesi 327milioni di euro, in gran parte utilizzati per ristrutturare l'ex arsenale militare dell'isola abbandonato da decenni e ridotto a discarica di amianto e idrocarburi. Gli interventi realizzati sono stati più volte oggetto di polemiche, ma sono stati difesi di recente dal capo della protezione civile Guido Bertolaso. Quei soldi non sono stati buttati, ha detto Bertolaso incontrando i giornalisti sull'isola: le strutture nate per ospitare i Grandi saranno l'occasione per il rilancio turistico, economico e anche occupazionale - ha spiegato - non solo della Maddalena, ma dell'intera Gallura. L'origine dell'inchiesta della procura di Firenze verte sui progetti per i "grandi eventi". Secondo la procura l'inchiesta avrebbe rivelato una serie di corruzioni per appalti di alcune grandi opere, che sarebbero stati assegnati nel quadro di uno scambio di favori tra dirigenti dello Stato e imprenditori. Da indiscrezioni di stampa, emerge che l'inchiesta fiorentina si intreccia con quelle romane sugli appalti per le celebrazioni del 150° dell'Unità d'Italia, sui mondiali di nuoto e sul mancato G8 alla Maddalena.
I pm toscani –sempre secondo fonti d’agenzia- hanno iniziato a indagare sul G8 alla Maddalena in seguito a un'intercettazione dell'inchiesta sull'urbanizzazione dell'area Castello di Firenze, che vede indagati due ex assessori fiorentini e il patron di Fondiaria-Sai Salvatore Ligresti. L'inchiesta è nata da un'intercettazione disposta per le indagini sullo sviluppo urbanistico dell'ex area Fiat a Castello, di proprietà di Fondaria-Sai, gruppo Ligresti. E anche quest'ultima era nata da un'intercettazione telefonica eseguita nell'ambito di un'altra indagine fiorentina. L'inchiesta su Castello esplode il 27 novembre 2008, quando l'area viene sequestrata, e scuote Palazzo Vecchio e il Pd: tra i sette indagati figurano gli allora assessori Gianni Biagi, che si dimetterà, e Graziano Cioni, Salvatore Ligresti e il suo braccio destro Fausto Rapisarda, un collaboratore di quest'ultimo e due architetti, Marco Casamonti e Vittorio Savi. Corruzione il reato ipotizzato, per un presunto scambio di favori nella trasformazione urbanistica dei terreni di Fondaria Sai, 168 ettari da edificare con case, negozi, alberghi, scuole, uffici di Regione, uffici della Provincia oltre a un parco pubblico da 80 ettari. Questo in base a una convenzione del 2005: dall'estate 2008 si fa avanti anche l'ipotesi di ospitare a Castello, togliendo ettari al parco, il nuovo stadio che vorrebbero i Della Valle per la Fiorentina.
