Reportage / Un pezzo di Sardegna nella terra dei canguri
Domenica 20 Giugno 2010 09:07
Google viene in soccorso. Clicco sul collegamento meno improbabile. Una homepage semplice ma piuttosto aggiornata e strutturata dà il benvenuto nel sito ufficiale del Sardinian Cultural Association in Victoria (lo Stato di cui è capitale Melbourne). Clicco sui contatti e chiedo, qualora fosse possibile, un incontro.
Era passata quasi una settimana e oramai non speravo più in una risposta quando, controllando la posta, vedo un “Re:” da parte di Paolo Lostia, presidente del Sardinian Cultural Association (SCA, come piace a loro). Scrive in un italiano impeccabile ed è estremamente educato tanto che fa sembrare la mia mail piuttosto sbrigativa e unpolite. Suggerisce un appuntamento sabato alle 2 pm al Railway Hotel in Nicholson Street. Conclude dicendo che indosserà una giacca rossa, per farsi riconoscere.
La settimana finisce presto ed è già sabato. E sono già le 13:30, tempo di andare. Attraverso tutta Park St. finendo in una pista ciclabile/podistica che attraversa il parco. La stretta lingua d'asfalto è divisa da una striscia bianca discontinua che divide le due “carreggiate”. Un omino e una bicicletta indicano quale senso è necessario seguire. In più, lungo il percorso un cartello mostra quello che potrebbe accadere se non si segue il giusto senso di marcia. Un terribile incidente tra un allegro podista e un pazzo su una bici è descritto quasi nei minimi dettagli. Il podista ha l'i-pod e il ciclista il casco di protezione.
Giunto al Railway Hotel scopro che in realtà non si tratta di un albergo ma di un pub. Entro e vedo Paolo con la giacca rossa che mi fa cenno con la mano. Si alza e la prima cosa a stupirmi è l'altezza. Supera il metro e novanta. Ci accomodiamo e dice che siamo in attesa di Angelo, un socio originario di Santulussurgiu. Chiedo a Paul, come lo chiamano qui, di raccontarmi come è finito dall'altra parte del mondo. «Sono nato in Veneto da padre e madre sardi e poi ci siamo trasferiti a Cagliari dove ho trascorso la mia infanzia». Parla un corretto italiano, senza sbavature. «Poi i miei genitori hanno deciso di venire qui». Gli chiedo le ragioni di questo viaggio. Forse per denaro? «Il denaro non era la vera ragione. Nella mia famiglia c'era il senso dell'avventura, del rischio e dell'apertura al cambiamento. E l'Australia era tutto questo, a quei tempi. In più il fratello di mia madre viveva qui da diversi anni e le diceva che questa era una terra ricchissima di opportunità». «Ti trovi in Australia oramai da più di quarant'anni» chiedo mentre Angelo si siede al nostro tavolo «cosa ti fa sentire ancora legato all'Italia?». Sorride:«È dove sono nato e dove ho passato l'infanzia. Le mie radici sono italiane. Allo stesso tempo mi sento integrato qui, qui sono cresciuto, ho trovato lavoro. Questo non significa che dimentico da dove vengo. È proprio il conoscere le mie radici che mi ha spinto a dare vita all'associazione». Dalla borsa tira fuori una cartella trasparente al cui interno vedo dei fogli con su scritto in rosso Sa Oghe, La Voce. Sfoglio le pagine a colori e scopro che è un mensile in inglese. All'interno, gli incontri e gli eventi organizzati dell'associazione, le notizie relative ai soci più diversi approfondimenti come La conferenza dei giovani italiani del mondo.
«La SCA vuole essere un momento di incontro tra tutti coloro che hanno intenzione di conoscere, a tutti i livelli, la bellissima terra da cui proveniamo. Con iniziative culturali importanti» Paolo mi mostra sul mensile un meraviglioso murale creato dall'artista sardo Giorgio Polo nei pressi della sede dell'associazione. «Il titolo è Il Viaggio Continuo» prosegue Paolo «e tratta il tema dell'emigrazione, evoca la terra e le nuove generazioni. Ponendo una accanto all'altra la cultura aborigena e quella sarda».
«Con Sa Oghe» interviene Angelo «intendiamo metterci in contatto e creare un continuo aggiornamento sulle nostre iniziative. È un'opportunità per condividere momenti di una cultura che sentiamo nostra». È un piacere sentire parlare Angelo. A differenza di Paolo, che ha una dizione praticamente perfetta, Angelo denunica la propria appartenenza anche nel parlare. Le sue S e le O chiuse fanno scordare di essere in un pub di Melbourne.
«Quali sono i prossimi appuntamenti del SCA?» chiedo e il presidente prende la parola: «Il 25 Luglio ci sarà un incontro aperto a tutti con balli e cibi tipici. Canterà per noi Gianpaolo Selloni, cantautore in limba e musicista». Prima di andare via Paolo mi ferma e mi dà un piccolo portachiavi. Targhetta di metallo a forma rettangolare con la Sardegna disegnata su sfondo giallo.
All'interno della regione i quattro mori.
Forza paris.
Giovanni Schirò
