Carceri / L'appello della Conferenza mondiale sull'Aids
Giovedì 22 Luglio 2010 14:57
«La mancata disponibilità di aghi sterili e condom in carcere è una violazione dei Diritti umani, oltre che un problema di salute pubblica». Lo hanno spiegato chiaramente i redattori di Lancet, presentando a Vienna il numero monografico della rivista (“Hiv in people who use drugs”). Lo ha ribadito Julio Montaner, chair della Conferenza e direttore della International Aids Society (IAS), oltre che primo firmatario della Dichiarazione di Vienna.
E ancora una volta l'Unodc, l'Ufficio Onu su Droga e Crimine, ha ripetuto“ la necessità per le carceri di misure di prevezione basate sull'evidenza, ovvero disponibilità di condom e siringhe sterili. E consegnato un “toolkit” con informazioni e indicazioni in merito, con l'obiettivo,” ha spiegato Christian Kroll, coordinatore globale per l'Hiv/Aids, “di fare pressione sui governi nazionali perché si decidano ad affrontare un problema sanitario e sociale solitamente occultato per motivi di opportunità politica”.
In Italia la prevalenza in carcere delle persone sieropositive è stimata, dall'Istituto superiore di Sanità, al 7,5 per cento È una percentuale enormemente superiore a quella riferita alla popolazione generale (in Italia le persone sieropositive sono circa 180mila) e a quelle di altri Paesi (negli Usa è dell'1,5%, dati del dipartimento di Giustizia). E tra i tanti morti nelle patrie galere, negli ultimi sei mesi si contano almeno 6 detenuti sieropositivi.
La prevenzione in carcere di Hiv e altre patologie trasmissibili (tubercolosi, epatiti) tramite condom e aghi sterili non è fantascienza: si fa da anni in tutte le carceri della Spagna, in Svizzera si sta espandendo a tutti gli Istituti penitenziari, programmi specifici ci sono in Scozia, e sono circa 60 i Paesi nel mondo che hanno tali programmi. L'evidenza della loro efficacia è ampiamente documentata.
Anche l'Italia, dove la maggioranza delle persone detenute è tossicodipendente, deve prendere atto di tale evidenza, procedendo almeno con una valutazione della reale dimensione del problema sanitario in carcere, in riferimento all'Hiv/Aids e non solo. Anche in Italia le persone detenute devono avere accesso alla medesima assistenza sanitaria cui hanno diritto tutti gli altri cittadini.
(A cura di Valentina Avon)
