Pena di morte / Cresce all’Onu il fronte pro moratoria internazionale: approvata una nuova risoluzione
Sabato 13 Novembre 2010 16:55
“La terza commissione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato una nuova risoluzione a favore di una moratoria universale della pena di morte, che ricalca la storica risoluzione approvata nel dicembre del 2007. Hanno votato a favore in 107 Paesi, contro 38 mentre 36 si sono astenuti. Si è registrato un deciso passo avanti rispetto al 2007 quando in Assemblea plenaria i voti a favore furono 104, i contrari 54 e le astensioni 29 (più 5 assenti al momento del voto)”. L’Associazione Nessuno tocchi Caino commenta l’importante votazione sostenendo che è stato compiuto “un ulteriore passo avanti anche rispetto al secondo voto sulla Risoluzione pro moratoria avvenuto nel dicembre 2008, quando si espressero 106 a favore, 46 contro e si astennero 34 Paesi (altri 6 erano assenti al momento del voto)”.
Il testo passa ora al voto dell’assemblea plenaria previsto per la metà di dicembre ed è possibile che aumentino ancora cosponsor e voti favorevoli. Il dato politico più significativo del voto al Palazzo di Vetro è il voto favorevole di sei Paesi che nel 2008 avevano votato contro (Kiribati, Maldive e Mongolia) o si erano astenuti (Bhutan, Guatemala e Togo) e il voto di astensione di cinque Paesi (Afghanistan, Comore, Nigeria, Isole Salomone e Tailandia) che nel 2008 avevano votato contro. Importanti sono state anche le conferme del voto di astensione di due Paesi mantenitori della pena di morte come Tanzania e Vietnam, mentre alcuni Paesi, come Cina e Stati Uniti, hanno confermato la loro contrarietà in maniera tutto sommato defilata.
Altro dato politico significativo è la bocciatura, con una più larga maggioranza rispetto alle volte precedenti, dei quattro emendamenti volti a snaturare la efficacia del testo presentati da Paesi come Egitto, Botswana, Singapore e Bahamas. L’emendamento più insidioso, presentato dall’Egitto e richiamante testualmente l’articolo della Carta delle Nazioni Unite secondo cui “nulla autorizza l’Organizzazione a intervenire in materie attinenti essenzialmente alla giurisdizione interna degli Stati”, è stato respinto con 62 voti favorevoli e 79 contrari. L’emendamento presentato oralmente dalle Bahamas volto ad annacquare il testo (che non avrebbe chiesto di ‘stabilire’ ma di ‘considerare di stabilire’ la moratoria), è stato respinto da una maggioranza di contrari più ampia (82 a 54). L’unica novità nel testo della nuova risoluzione riguarda la richiesta – in parte contenuta nel testo del 2007 – rivolta agli Stati membri di ‘rendere disponibili le informazioni rilevanti circa l’uso della pena di morte al fine di favorire un dibattito nazionale informato e trasparente’.
MORATORIA DELLA PENA DI MORTE ANCHE PER TAREQ AZIZ
"Il nuovo voto al Palazzo di Vetro a favore della moratoria registra l’evoluzione positiva in atto da oltre dieci anni nel mondo verso il superamento del fasullo e arcaico sistema della pena di morte oltre che dell’aberrante e contraddittorio principio secondo cui la vita si debba difendere infliggendo la morte,” ha dichiarato Sergio D’Elia, Segretario di Nessuno tocchi Caino. “Occorre ora – prosegue D’Elia – che i Paesi che hanno sostenuto all’Onu la moratoria, a partire da quelli europei, la facciano rispettare in concreto e in tutte le circostanze”. “Il primo banco di prova – secondo il Segretario di Nessuno tocchi Caino – è quello di una ‘Moratoria della pena di morte anche per Tareq Aziz’, obiettivo sui cui Marco Pannella ha fatto cinque giorni di sciopero della sete e sta continuando quello della fame”.
FRATTINI SODDISFATTO PER LA RISOLUZIONE APPROVATA ALL'ONU
Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha salutato con soddisfazione l'approvazione, avvenuta ieri nella terza commissione dell'Assemblea generale Onu a New York, della risoluzione che richiede una moratoria universale delle esecuzioni, in vista della completa abolizione della pena di morte. Lo si apprende da fonti della Farnesina. “Questo risultato - ha commentato Frattini - si deve all'impegno dell'Italia, in stretto coordinamento con gli altri membri dell'Unione Europea, per costruire e mantenere salda un'alleanza tra Paesi di tutti i gruppi regionali sostenitori della campagna contro la pena di morte. Quest'anno - ha proseguito il Ministro Frattini - sono stati introdotti nella risoluzione alcuni elementi intesi a ridurre l'applicazione della pena capitale laddove essa viene ancora purtroppo applicata. In particolare, viene richiesto agli Stati di rendere disponibili i dati sulle condanne a morte, dal momento che una migliore informazione dell'opinione pubblica contribuisce di per se a ridurre il numero di esecuzioni; si ribadisce inoltre che la pena di morte - nei Paesi che ancora la praticano - deve essere assoggettata agli standards minimi definiti dalle Nazioni Unite, che comprendono, tra l'altro, la proibizione di eseguire condanne a morte nei confronti dei minori e dei disabili mentali”.
“Ci auguriamo ora - ha concluso Frattini - che il testo venga approvato in Assemblea generale a dicembre con un numero almeno pari di consensi, obiettivo cui stiamo lavorando al Palazzo di Vetro”. Si consolida quindi, come si evince anche dal rapporto recentemente presentato dal Segretario Generale Ban Ki-moon su questo argomento, un orientamento internazionale verso l'abolizione della pena di morte, a conferma che il cammino intrapreso riflette un'esigenza profondamente avvertita dalla comunità internazionale. Il Ministro ha tenuto a ringraziare di questo risultato gli uffici del ministero e la rete diplomatica all'estero, a cominciare dalla Rappresentanza a New York, che hanno gestito con successo un difficile negoziato, così come le organizzazioni della società civile attive in questa campagna, il cui contributo è stato come sempre fondamentale.
MISSIONE DI NESSUNO TOCCHI CAINO IN MALI PER LA MORATORIA ONU
La delegazione di Nessuno tocchi Caino in Mali, composta da Marco Pannella, Elisabetta Zamparutti e Matteo Angioli, ha partecipato all'audizione presso la Commissione giustizia dell’Assemblea Nazionale del Mali. Era presente, tra gli altri, il primo firmatario di una proposta di legge per l'abolizione della pena di morte, Kassoum Tapo, che ha spiegato come "i parlamentari non abbiano la forza di assumersi la responsabilità politica della decisione. Anziché votare secondo coscienza – ha detto Tapo – i deputati continuano a prendere tempo dicendo di volersi confrontare con i propri elettori. Ma la gente ha paura della reazione degli imam e questa paura si ripercuote sui loro rappresentanti politici”. Proprio per vincere questi timori oscurantisti, il deputato Diannessy Brahima ha proposto un seminario rivolto specificamente ai parlamentari perché possano conoscere meglio l'evoluzione del dibattito sul piano internazionale e le posizioni di musulmani abolizionisti. I partecipanti all’audizione hanno considerato un contributo importante al dibattito lo svolgimento di una conferenza subregionale che riunisca il prossimo anno a Bamako i paesi africani a maggioranza musulmana.
