Difesa dell'ambiente / Il Movimento federalista europeo: subito un'alta autorità internazionale e indipendente

“SardegnaNovas” 

Difesa dell'ambiente / Il Movimento federalista europeo: subito un'alta autorità internazionale e indipendente

Un’autorità internazionale per la tutela e la difesa dell'ambiente. A proporre l'istituzione di un organismo internazionale è il Movimento Federalista europeo tracciando i lineamenti della nuova organizzazione che dovrebbe essere indipendente e di livello internazionale.

 

«La divisione dell'umanità in Stati nazionali sovrani impedisce di affrontare efficacemente i problemi globali, tra i quali il mutamento del clima» dichiara Nicola Vallinoto, attivista del Movimento. «Fermiamo la febbre del pianeta riducendo le emissioni di CO2 nell'atmosfera» prosegue Vallinoto «affidando la stabilizzazione del clima a istituzioni internazionali adeguate al carattere globale della sfida climatica, che non può essere affrontata unilateralmente da nessuno Stato del mondo». L’attivista descrive più dettagliatamente l’idea del MFE:  «L’OMA costituirà lo strumento per gestire insieme le emergenze ambientali globali, per incoraggiare i Paesi in via di Sviluppo a condividere la diminuzione delle emissioni di CO2 e i Paesi Sviluppati ad aiutarli fornendo loro un sostegno finanziario e tecnologico da impiegare esclusivamente per l' utilizzo di energie rinnovabili».

L’idea del Movimento è quella di finanziare l’alta Autorità attraverso l’istituzione di una Carbon Tax, un’imposta sul carbone concepita come addizionale delle accise nazionali sul consumo di carburanti fossili.  «La Carbon Tax potrebbe, da una parte, favorire il risparmio energetico e, dall’altra, spingerebbe a utilizzare fonti energetiche alternative pulite» aggiunge il professor Majocchi, presidente dell’Istituto di Studi e Analisi Economici.

Ad appoggiare la proposta del Movimento anche Jeremy Rifkin, studioso americano e scrittore di saggi a forte connotazione ambientalista, che in un videomessaggio  rilasciato a Ecomondo 2010 ha dichiarato: «Un piano, come quello proposto dal MFE, che riconfiguri la nostra società al fine di creare un’epoca “post carbon”  è una fondamentale iniziativa». Il MFE interviene duramente anche sul controverso protocollo di Kyoto che viene definito «uno strumento inadeguato» perché non applicabile ai Paesi più inquinanti (Cina, USA e India).«È necessario che i principali Paesi inquinatori (Stati Uniti, Unione Europea, Cina, India, Russia, Brasile, Messico, Giappone, Sud Africa) affrontino insieme la sfida climatica, partendo da un primo accordo di principio finalizzato a costituire la premessa di un atto di grande rilievo politico di risonanza mondiale». Maurizio Gubbiotti, coordinatore della Segreteria Nazionale di Legambiente interviene affermando: «Il protocollo di Kyoto ha assunto un’operatività più forte ma non sufficiente. Si rivela necessario un nuovo protocollo in cui venga immediatamente ridotta l’immisione di CO2 nell’atmosfera con una conseguente assunzione di responsabilità da parte dei Paesi più inquinanti». Viene altresì sottolineato l’importante ruolo dell’Europa: «L'Unione Europea ha il dovere di manifestare la propria capacità e volontà di assumere, parlando con una sola voce, un ruolo di leadership nella riconversione in senso ecologico dell'economia mondiale». Maurizio Gubbiotti, seguendo l’idea del Movimento, propone: «È necessario redigere un documento in cui sia esplicitato un forte protagonismo europeo nella riduzione delle immissioni di gas serra. L’Europa può fare tanto e ha il dovere di portare avanti la difesa ambientale». Vittorio Prodi, europarlamentare alla Comissione Ambiente, conclude: «Non si è fatto abbastanza. L’obiettivo è che il pianeta debba essere completamente de carbonizzato entro il 2050. È necessaria una risposta politica per una disciplina comune. Una giustizia climatica che garantisca un diritto equo alle risorse naturali di ogni cittadino».

Giovanni Schirò