Nazioni Unite / Approvata la terza moratoria contro la pena di morte. L’Italia dice no al Pentotal nei penitenziari Usa

“SardegnaNovas” 

Nazioni Unite / Approvata la terza moratoria contro la pena di morte. L’Italia dice no al Pentotal nei penitenziari Usa

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato la nuova Risoluzione a favore di una moratoria universale della pena di morte. È la terza dopo la storica risoluzione approvata nel dicembre del 2007 e quella del 2008. Hanno votato a favore in 108 Paesi, contro 41 mentre 36 si sono astenuti (altri 7 Paesi erano assenti al momento del voto). Si è registrato un deciso passo avanti rispetto al 2007 quando in Assemblea plenaria i voti a favore furono 104, i contrari 54 e le astensioni 29 (più 5 assenti al momento del voto). Un ulteriore passo avanti è stato compiuto anche rispetto al secondo voto sulla Risoluzione pro moratoria avvenuto nel dicembre 2008, quando si espressero 105 a favore, 47 contro e si astennero 34 Paesi (altri 6 erano assenti al momento del voto).

 

 

Il dato politico più significativo che proviene dal Palazzo di Vetro è il voto favorevole di 6 Paesi che nel 2008 avevano votato contro (Kiribati, Maldive e Mongolia) o si erano astenuti (Bhutan, Guatemala e Togo) e il voto di astensione di 4 Paesi (Comore, Nigeria, Isole Salomone e Tailandia) che nel 2008 avevano votato contro. Sono aumentati anche i cosponsor della Risoluzione, in totale 90, tre dei quali lo hanno fatto per la prima volta: Cambogia, Russia e Madagascar. L’unica novità nel testo della nuova risoluzione riguarda la richiesta – in parte contenuta nel testo del 2007 – rivolta agli Stati membri di “rendere disponibili le informazioni rilevanti circa l’uso della pena di morte al fine di favorire un dibattito nazionale informato e trasparente”.

 

“Il nuovo voto al Palazzo di Vetro a favore della moratoria registra da oltre dieci anni l’evoluzione  positiva in atto nel mondo verso la fine dello Stato-Caino e il superamento del fasullo e arcaico principio dell’occhio per occhio” ha dichiarato Sergio D’Elia, Segretario di Nessuno tocchi Caino.

 

Sul fronte italiano si registra invece un importante provvedimento: la Camera dei Deputati ha infatti approvato la mozione presentata dalla Deputata Radicale Elisabetta Zamparutti che impegna il governo a controllare che il Pentotal prodotto in Italia non finisca nei penitenziari americani per la pratica dell'iniezione letale. La mozione, sottoscritta da esponenti di tutti i gruppi politici, impegna il Governo “ad assumere ogni iniziativa volta a garantire che la produzione e la vendita all'estero di sodio tiopentale e delle altre sostanze previste nei protocolli per l’iniezione letale negli Usa da parte dell'azienda farmaceutica Hospira con sede a Liscate siano autorizzate esclusivamente per scopi medici, a tal fine prevedendo che nell’autorizzazione all’immissione in commercio sia precisato che l’utilizzo del prodotto è consentito solo in strutture ospedaliere e nei contratti di compravendita sia chiaramente specificato che Hospira non consente la distribuzione del prodotto per la pratica dell'iniezione letale”.

 

Il 20 dicembre, il Ministro degli Esteri Franco Frattini aveva convocato alla Farnesina i vertici italiani della multinazionale americana Hospira, la quale ha dato ampia disponibilità a collaborare con le Autorità italiane accettando che la produzione e la vendita di Pentotal siano autorizzate esclusivamente per scopi medici. L'azienda farmaceutica si sarebbe impegnata a non vendere il prodotto a istituti penitenziari all'estero e a inserire nei contratti con i distributori una clausola che specifichi che la distribuzione del prodotto non è consentita per la pratica dell'iniezione letale, pena la risoluzione dei contratti.

 

Per Elisabetta Zamparutti “si tratta ora di vigilare affinché i termini dell’accordo con la Hospira siano rispettati ed evitare che per vie traverse il Pentotal finisca nella mani del boia che in molti Stati americani risulta disoccupato proprio per la penuria del farmaco previsto per l’iniezione letale”. “Sarebbe paradossale – secondo Zamparutti – se ciò avvenisse dopo l’approvazione da parte delle Nazioni Unite della nuova risoluzione, fortemente sostenuta dall’Italia, per la moratoria universale delle esecuzioni capitali”. (fonte: N.t.C.)