Crisi industriale / Amalia Schirru, deputata Pd: dal mondo del lavoro segnale forte e importante
Sabato 14 Marzo 2009 22:46
La chiusura degli stabilimenti dell’Eurallumina ha portato nelle strade di Carbonia 30.000 persone in una grande manifestazione di popolo che ha visto marciare insieme e uniti tutti i lavoratori, gli studenti, le rappresentanze sindacali, le istituzioni, i commercianti, i pensionati, i giovani, i precari, i disoccupati. La sensazione che si percepiva era quella di una grande determinazione, di una volontà ferrea di reagire alla tragedia che si è consumata con la serrata del comparto industriale.
La rabbia e la desolazione è il cemento della volontà di chi è sceso in piazza oggi a manifestare contro un Governo che ha ancora una volta mancato agli impegni per arginare la crisi, ai patti stretti con i sindacati e i lavoratori prima delle elezioni. Con la chiusura dell’Eurallumina si fermano non solo gli impianti produttivi dell’industria ma anche l’intero indotto, i trasporti, i servizi, la scuola. La crisi desertifica ulteriormente un territorio che ha troppo sofferto anche in passato e che oggi non ha prospettive per il futuro, non ha strutture per il turismo, né una conformazione geografica che possa ripensare uno sviluppo agricolo. Si parla di circa 1500 posti di lavoro in totale che verranno a mancare, soprattutto quarantenni o cinquantenni per i quali il reinserimento lavorativo nell’area sarà se non impossibile, di certo difficilissimo, senza dimenticare che con il fermo del comparto industriale si mettono a repentaglio non solo la sopravvivenza delle famiglie ma anche l’educazione e l’istruzione dei figli dei lavoratori, in sostanza il futuro di un’intera generazione. Chi è sceso in piazza a manifestare lo ha fatto con grande consapevolezza e urlando con disperazione, ma anche con fermezza, che la contestazione non si fermerà con una sola giornata di sciopero. La lotta proseguirà fino a chiedere uno sciopero generale regionale e nazionale, perché il Sulcis-Iglesiente è solo la punta di un iceberg in un oceano di incertezza e crisi che comincia a diffondersi.
In Parlamento abbiamo lavorato con ordini del giorno, interrogazioni, interpellanze affinché il problema di un territorio che non ha al momento alternative possibili emergesse in tutta la sua urgenza, arrivando a fornire soluzioni possibili e concrete alla crisi. Abbiamo proposto l'uso degli ammortizzatori sociali per offrire un supporto immediato ma soprattutto un piano industriale straordinario con investimenti pubblici per fornire degli interventi strutturali che possano aiutare il comparto ad affrontare e risolvere la crisi, pensando soprattutto al futuro, ai prossimi venti e trent'anni. Nonostante ciò il Governo tace, si prende tempo, deve valutare. Ed è incomprensibile la lingua che il nostro Presidente del Consiglio e il suo amico Putin hanno utilizzato per decidere delle sorti del Sulcis, in una telefonata che non è mai arrivata. Ora chi, di fronte alla sofferenza dei lavoratori e delle famiglie, ha usato demagogicamente il proprio potere istituzionale solo per fare propaganda pre-elettorale è chiamato a rispondere di questa sceneggiata.
Ciò che abbiamo dimostrato sulle strade, con le serrande abbassate, con i nostri giovani e con gli anziani è il voler mettere fine a chiacchiere e ai sorrisi. Vogliamo azioni e fatti concreti, le proposte risolutive ci sono. Il Governo deve agire. I nostri lavoratori e noi con loro non si fermeranno, difenderanno il loro diritto di vivere.
Amalia Schirru Deputato Pd
