Opinioni / Anche la maggioranza ha bisogno di una opposizione come dell’aria
Venerdì 22 Maggio 2009 19:30
Il senatore del Pdl Piergiorgio Massidda ha pubblicato sul proprio blog una sua riflessione sulla fragilità dell'opposizione di centro sinistra. Qui di seguito il testo integrale così come è stato inviato alla redazione di SardegnaNovas.
Non solo tutti i cittadini, ma anche una maggioranza ha bisogno di una opposizione come dell’aria. Pare una banalità e lo sarebbe se il governo dello Stato e quello della Sardegna si trovassero a che fare con oppositori che traggono dai fatti la loro severità e, perché no?, durezza. Succede, invece, che in Sardegna, ma non solo qui, che non sono i fatti a ispirare l’opposizione, ma i pregiudizi da essa stessa creati a tavolino. È simile ad un autore di favole che si comporti come se i suoi parti fantastici siano per incanto realtà.
Vive dentro un clima di catastrofi da essa annunciate e va all’attacco della maggioranza nella speranza che, nel frattempo, la sciagura avvenga e confermi, così, il suo pregiudizio. È quel che capita sulla questione della o delle centrali nucleari che l’orco cattivo ha deciso di impiantare nei posti più belli dell’Isola. O con la questione della scuola in Sardegna che lo stesso malvagio vuole desertificare di aule e di insegnanti. È quel che capita con il trasferimento del G8 all’Aquila e, quindi, con la decisione del mostro di danneggiare irreparabilmente la Sardegna e la sua economia. La lista dei pregiudizi è lunga assai, lunga almeno come i fatti che li smentiscono. Come un mediocre giocatore di poker, quando si accorge che l’allarme gettato (sulla continuità territoriale o sulla sospensione dei lavori alla Maddalena, per esempio) è infondato, questa opposizione rilancia la posta, nella speranza che gli elettori apprezzino il suo sprezzo del pericolo. E del ridicolo.
La questione delle opere programmate per il G8 è esemplare. L’opposizione e alcuni suoi corifei mediatici hanno imbastito per giorni una campagna basata su diversi assunti, il più importante dei quali è che il governo italiano avrebbe sospeso il finanziamento delle opere in corso e, ancora peggio, detto ai sardi: “Se le volete, pagatevele”. Il governo ha smentito e ieri il Senato ha approvato un emendamento al decreto sulle provvidenze all’Abruzzo che mette a tacere l’allarmismo di quelli che Ugo Cappellacci ha giustamente definito “grilli parlanti”.
Mi chiedo, con un po’ di ambasce per la sorte di una indispensabile opposizione, quanto a lungo dovrà durare questo suo gridare “al lupo al lupo” e questa sua incapacità di basare la sua azione sui fatti e non sui indimostrati pregiudizi. Anche i suoi elettori, un giorno o l’altro, si stuferanno di correre al grido di allarme per l’arrivo del lupo che non arriva mai. Quello sarà un giorno tristissimo per la democrazia. È la vita democratica nel suo complesso, non solo la maggioranza, che ha bisogno di stimoli provenienti da un’opposizione che critichi le scelte politiche, economiche, culturali, sociali e che opponga soluzioni diverse a quelle di chi governa. Se così non succede è l’intera società che si isterilisce.
