Opinioni / Anche la maggioranza ha bisogno di una opposizione come dell’aria

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Opinioni / Anche la maggioranza ha bisogno di una opposizione come dell’aria

Il senatore del Pdl Piergiorgio Massidda ha pubblicato sul proprio blog una sua riflessione sulla fragilità dell'opposizione di centro sinistra. Qui di seguito il testo integrale così come è stato inviato alla redazione di SardegnaNovas.

Non solo tutti i cittadini, ma anche una maggioranza ha bisogno di una opposizione come dell’aria. Pare una banalità e lo sarebbe se il governo dello Stato e quello della Sardegna si trovassero a che fare con oppositori che traggono dai fatti la loro severità e, perché no?, durezza. Succede, invece, che in Sardegna, ma non solo qui, che non sono i fatti a ispirare l’opposizione, ma i pregiudizi da essa stessa creati a tavolino. È simile ad un autore di favole che si comporti come se i suoi parti fantastici siano per incanto realtà.

Vive dentro un clima di catastrofi da essa annunciate e va all’attacco della maggioranza nella speranza che, nel frattempo, la sciagura avvenga e confermi, così, il suo pregiudizio. È quel che capita sulla questione della o delle centrali nucleari che l’orco cattivo ha deciso di impiantare nei posti più belli dell’Isola. O con la questione della scuola in Sardegna che lo stesso malvagio vuole desertificare di aule e di insegnanti. È quel che capita con il trasferimento del G8 all’Aquila e, quindi, con la decisione del mostro di danneggiare irreparabilmente la Sardegna e la sua economia. La lista dei pregiudizi è lunga assai, lunga almeno come i fatti che li smentiscono. Come un mediocre giocatore di poker, quando si accorge che l’allarme gettato (sulla continuità territoriale o sulla sospensione dei lavori alla Maddalena, per esempio) è infondato, questa opposizione rilancia la posta, nella speranza che gli elettori apprezzino il suo sprezzo del pericolo. E del ridicolo.

La questione delle opere programmate per il G8 è esemplare. L’opposizione e alcuni suoi corifei mediatici hanno imbastito per giorni una campagna basata su diversi assunti, il più importante dei quali è che il governo italiano avrebbe sospeso il finanziamento delle opere in corso e, ancora peggio, detto ai sardi: “Se le volete, pagatevele”. Il governo ha smentito e ieri il Senato ha approvato un emendamento al decreto sulle provvidenze all’Abruzzo che mette a tacere l’allarmismo di quelli che Ugo Cappellacci ha giustamente definito “grilli parlanti”.

Mi chiedo, con un po’ di ambasce per la sorte di una indispensabile opposizione, quanto a lungo dovrà durare questo suo gridare “al lupo al lupo” e questa sua incapacità di basare la sua azione sui fatti e non sui indimostrati pregiudizi. Anche i suoi elettori, un giorno o l’altro, si stuferanno di correre al grido di allarme per l’arrivo del lupo che non arriva mai. Quello sarà un giorno tristissimo per la democrazia. È la vita democratica nel suo complesso, non solo la maggioranza, che ha bisogno di stimoli provenienti da un’opposizione che critichi le scelte politiche, economiche, culturali, sociali e che opponga soluzioni diverse a quelle di chi governa. Se così non succede è l’intera società che si isterilisce.