Convegno / Il ruolo della Sardegna nel programma di cooperazione nel bacino mediterraneo

“SardegnaNovas” 

Convegno / Il ruolo della Sardegna nel programma di cooperazione nel bacino mediterraneo

ugo cappellacciLa conferenza di lancio del programma “Enpi Cbc Bacino del Mediterraneo” (aperta al Palacongressi di Cagliari) è stata l’occasione per il presidente della Regione (nella foto) di fare il punto sul problema e analizzarlo nella prospettiva che compete alla Sardegna. Di seguito riportiamo integralmente l’intervento di Ugo Cappellacci.

“Il Bacino del Mediterraneo rappresenta uno spazio di movimenti, di culture, di paesaggi, di identità e storie, e raccoglie attorno a sé ventiquattro differenti Paesi. La natura dei profondi legami storici, sociali, economici e culturali dei popoli del Mediterraneo, fa sì che il bacino non sia soltanto un mercato di riferimento naturale dell’Unione Europea e dell’Italia, ma, anche, uno spazio rilevante di cooperazione e di sviluppo. Il Programma di cooperazione "Bacino del Mediterraneo" – sostiene nel suo intervento Cappellacci - trova il suo primo elemento caratterizzante nella complessa e articolata compagine di partecipanti: dalle Regioni dell'Unione europea (UE) a quelle dei Paesi partner situate lungo le sponde del Mar Mediterraneo”.

“Il lancio della prima chiamata per progetti standard – osserva Cappellacci - costituisce una tappa molto importante del Programma Enpi Cbc Bacino del Mediterraneo; chiude una lunga fase di concertazione tra i Paesi partecipanti. Un processo di interlocuzione che, avviatosi formalmente nell’agosto del 2008 con l’adozione del Programma da parte della Commissione Europea, ha visto i dirigenti e i funzionari della Regione autonoma della Sardegna, in qualità di Autorità di Gestione Comune, e tutti i Paesi membri del Comitato di sorveglianza congiunto, protagonisti delle principali tappe tese all’avvio di un Programma innovativo e strategico per il Bacino del Mediterraneo”.

“Tale momento – aggiunge Cappellacci - rappresenta, per la Regione Sardegna e per i Paesi Mediterranei partecipanti, un evento catalizzatore di relazioni strategiche e iniziative nell’ambito delle grandi politiche europee per il “Mare Nostrum”. La nostra storia comune è storia di diversità, di cui peraltro noi tutti andiamo fieri, essere parte di questa storia ha significato e significa rifiutare ogni forma di omologazione, questo rende la ricerca di possibili azioni condivise oggettivamente più difficile, ma porta a risultati più fertili. Può forse così essere meglio apprezzato, anche dal punto di vista politico, il fine ultimo del Programma Enpi Cbc Bacino del Mediterraneo che è quello di porsi quale “teatro di integrazione nel Mediterraneo” contribuendo a promuovere un processo di cooperazione armoniosa e sostenibile nel Bacino del Mediterraneo, affrontando le sfide comuni e valorizzando le potenzialità dell'area, a beneficio comune degli Stati Membri e dei Paesi terzi”.

“Già dal prossimo anno – continua il presidente della Regione - il Mediterraneo si avvierà a essere trasformato in un'area di libero scambio. Nei prossimi 20-25 anni a venire, circa 100 milioni di nuovi abitanti popoleranno le città del Medio Oriente e dell’Africa del Nord. Ciò impone una riflessione profonda sulle potenzialità dello strumento Enpi e sulla capacità dello stesso di incidere fattivamente e concretamente, giocando un ruolo determinate nell’ambito dei processi di cambiamento in atto nel Bacino del Mediterraneo. Credo che tali potenzialità non possano essere risolte solo dall'impegno del ruolo tecnico, che pure fino ad ora c'è stato e che, sono certo, non mancherà in futuro. L'esperienza dei programmi di cooperazione insegna come il loro successo dipenda anche dal fatto che chi opera professionalmente al loro interno si senta appoggiato da una sostanziale condivisione da parte dei politici e della società civile ed economica, e questa condizione ottimale non è né spontanea né facile da costruire”.

“Non è da sottovalutare il ruolo – precisa Cappellacci - che, in altri contesti, i Programmi di cooperazione hanno avuto nell’ambito del raggiungimento di obiettivi di più ampio respiro. ad esempio, l’esperienza effettuata, nell’ambito del Programma Interreg, oggi Obiettivo 3 Cooperazione Territoriale Europea, ha dimostrato l’attitudine degli interventi di cooperazione di contribuire in maniera adeguata ed efficace non solo all’incremento della capacità delle amministrazioni di delineare e realizzare politiche di sviluppo adeguate alle esigenze dei territori ma, e forse soprattutto, nel fornire valido supporto alla diffusione della cultura di rete e di partenariato. Il partenariato si afferma quale principio cardine per la definizione e l’attuazione del Programma, è insieme veicolo e strumento in grado di avvicinare la responsabilità della progettazione e la gestione degli interventi alle Amministrazioni locali, migliorando e potenziando in tal modo la capacità di governance complessiva dei territori e orientando i beneficiari finali a una progettazione di lungo periodo, a una solida cooperazione istituzionale e a potenziare l’efficienza della macchina amministrativa per competere nel panorama europeo ed internazionale.

“Le partnership, le reti relazionali create nell’ambito e attraverso le iniziative  di cooperazione, ovvero i progetti standard costituiscono – osserva ancora Cappellacci - un patrimonio da coltivare e valorizzare. Appare chiara la declinazione dei campi di intervento, ovvero le quattro priorità  tematiche, che costituiscono il “cuore” del Programma Enpi e sulle quali oggi, grazie al lancio del primo bando, Enpi richiama l’attenzione dei potenziali beneficiari al fine di accompagnarli nella presentazione di progetti di tale qualità da essere in grado di creare valore aggiunto concreto nell’ambito del Bacino del Mediterraneo. Con il lancio del bando che, è bene sottolinearlo, è aperto su tutte e quattro le priorità tematiche quali: sviluppo socio-economico, sostenibilità ambientale, mobilità delle persone, beni e capitali, dialogo culturale e governance locale, Enpi Cbc Bacino del Mediterraneo auspica di supportare iniziative progettuali atte a contribuire al rafforzamento della cooperazione nello spazio mediterraneo. I progetti standard pervenuti hanno dimostrato il dinamismo progettuale in alcuni campi quali l’integrazione produttiva, la cooperazione tra imprese e lo sviluppo locale, tematismi progettuali sui quali Enpi Cbc Bacino del Mediterraneo dimostra di voler continuare a lavorare, individuando punti di evoluzione ed obiettivi innovativi e aggiuntivi”.

“Allo stesso modo, il Programma – osserva il presidente Cappellacci - intende concentrare il suo sforzo nella promozione di temi altrettanto strategici sui quali si è manifestata l’opportunità di rafforzare l’azione progettuale quali, a titolo esemplificativo, lo sviluppo territoriale e, quindi, la promozione delle vocazioni socio-economiche dei diversi sistemi locali, ovvero la valorizzazione delle tipicità e delle potenzialità endogene della zona di cooperazione, in linea con il principio della dimensione territoriale sul quale il dialogo tra Paesi partecipanti ha richiamato l’attenzione comune. Inoltre, i progetti dovranno essere concreti ed avere un impatto reale e tangibile sui paesi partner della Riva Sud del Mediteranneo”.

“Il Programma Enpi – dice Cappellacci - sancisce un importante punto di svolta nelle politiche europee di assistenza esterna introducendo il principio dei benefici comuni e della partecipazione delle autorità locali attraverso la componente della cooperazione transfrontaliera e adottando un approccio innovativo. Uno degli aspetti più innovativi di Enpi è il modo di concepire le frontiere come un’opportunità per la cooperazione piuttosto che come una barriera; la componente transfrontaliera di Enpi, di cui Enpi Cbc Bacino del Mediterraneo è parte integrante, dovrà essere in grado di combinare obiettivi di politica di coesione con obiettivi di politica esterna. Occorre che il “mondo” della coesione e quello della cooperazione si parlino ed interagiscano con una maggiore efficacia rispetto al passato, affinché sia gli Stati membri che i Paesi terzi possano trarne vantaggi e benefici comuni. Alla luce di quanto detto, si chiarisce l’ambizione del Programma Enpi Cbc Bacino Mediterraneo di dare un nuovo slancio alla cooperazione nell’area mediterranea, offrendo ai sistemi territoriali coinvolti nuovi mezzi per sostenere i processi di sviluppo e di integrazione economica e produttiva della “Regione Mediterranea”.

“Ed è proprio in tal senso – sostiene il Presidente - che la Regione Sardegna intende interpretare il ruolo di Autorità di Gestione Comune del Programma assegnatole nell’ambito del Programma Enpi Cbc Bacino del Mediterraneo. “Onore e onere” a un tempo quello di gestire un Programma, ricordiamolo, con 173,6 milioni di risorse comunitarie che vede la partecipazione di 117 Regioni appartenenti a 19 Stati diversi con una popolazione di 143 milioni di abitanti. È un riconoscimento importante per la Sardegna che testimonia l'attenzione sempre crescente verso il ruolo strategico nel contesto del Mediterraneo e anche l'attenzione per un'isola che ha grandi potenzialità di crescita per svolgere un vero ruolo di ponte con le aree emergenti del nord Africa, come già richiamato. Nello svolgere il ruolo di Autorità di Gestione Comune del Programma, ruolo a un tempo strategico e ambizioso, la Regione Autonoma della Sardegna – assicura Cappellacci - intende onorare i principi chiave che costituiscono i capisaldi del Programma che è chiamata a gestire: benefici comuni, partenariato, complementarietà, cofinanziamento”.

“La sfida importante – sottolinea il presidente della Regione - sarà quella di rendere efficace ed efficiente uno strumento particolarmente innovativo, sfida resa ancora più evidente se si pensa al divario esistente tra l’ampiezza delle priorità stabilite dalla Politica di Vicinato e la limitatezza delle risorse a disposizione. Si impone l’adozione e applicazione di un approccio diverso e innovativo dell'intera classe dirigente isolana, chiamata a dimostrare di essere davvero capace di “fare sistema” e sfruttare questa grande opportunità di crescita e sviluppo. La cooperazione transfrontaliera in Enpi apre, senza dubbio, un nuovo spazio di relazioni e di azioni per superare la divisione dei confini. Con l’uscita di questo bando, occasione per l’apertura internazionale dei territori in campi di intervento strategici, il Programma Bacino del Mediterraneo si conferma come uno dei più avanzati programmi transfrontalieri nel quadro della Politica Europea di Vicinato verso il rinnovato dialogo euromediterraneo e verso la costruzione di rapporti partenariali duraturi su azioni concrete di carattere strategico, costituendo, in tale modo, - conclude Cappellacci -  una reale opportunità per contribuire al superamento delle differenze dentro e fuori l’Unione Europea”. (fonte: presidenza della Regione)