Diritti civili / In Sardegna arriva il Garante per i detenuti. Soddisfazione fra le associazioni

“SardegnaNovas” 

Diritti civili / In Sardegna arriva il Garante per i detenuti. Soddisfazione fra le associazioni

La battaglia delle associazioni per i diritti civili è stata vinta. Il Consiglio regionale ha  approvato la legge che istituisce il “garante delle persone detenute”.  Il 1 febbraio 2011,  il Consiglio regionale ha infatti approvato il testo unificato delle proposte di legge della consigliera regionale Claudia Zuncheddu e della Commissione diritti civili, sulla istituzione del Garante delle persone private della libertà personale.

L'Associazione 5 novembre ospite a Presa Diretta di Raitre

 

Dei dodici istituti di pena in attività in Sardegna, tre sono colonie penali, il cui isolamento geografico e la distanza dai centri urbani dotati di strutture sanitarie pone nuovi problemi legati al fatto che attualmente i detenuti, in alta percentuale tossicodipendenti affetti da patologie infettive gravi, nonché psichiatriche, necessitano di assistenza medica costante e di centri per le emergenze, facilmente raggiungibili.  

Il Garante sarà un organo autonomo, esterno e indipendente con il compito di assicurare l'effettivo rispetto dei diritti sociali e civili alle persone detenute nelle carceri. La nuova figura sarà scelta fra personalità di alto profilo morale con esperienza nel settore del diritto penitenziario. Il Garante avrà la possibilità di attivare “collaborazione con le istituzioni giudiziarie e penitenziarie”, con le “associazioni e con gli operatori del trattamento intramurale ed extramurale”, con le “direzioni degli istituti” e con gli “agenti e ufficiali della Polizia penitenziaria”, oltre che  promuovere e  sostenere  iniziative culturali a favore e dai detenuti. Dovrà inoltre favorire l'attuazione dei punti di programma indicati nei vari protocolli di intesa tra il Ministero della giustizia e la Regione Sardegna come la territorialità  della pena: problema ricorrente nei nnumerosi dibattiti promossi dalle associazioni  e ancora oggi irrisolto per i sardi. Senza dimenticare poi la promozione e l'educazione alla salute dei detenuti,  il trattamento delle dipendenze (alcol o droga), l'istruzione, il reinserimento lavorativo e sociale.

In una nota, la consigliere regionale Claudia Zuncheddu ha dichiarato che “questa proposta di legge nasce dalla drammatica situazione carceraria sarda: un disastro di legalità e giustizia all’interno delle mura che  porta inevitabilmente alla violazione dei Diritti dell’Uomo contemplati dal Diritto Internazionale. Siamo di fronte a un passo importante, che permetterà di dotare la Sardegna di una figura di tutela fondamentale, sempre più necessaria in un momento come questo che vede la questione carceri trasformarsi in vera e propria emergenza sociale”.

Roberto Loddo