Piano case: “L’Italia a rischio gravissimo di cementificazione”
Domenica 08 Marzo 2009 16:05
Il piano per il rilancio dell’attività edilizia proposto dal governo è stato bocciato senza mezzi termini dal Pd. Il segretario del partito democratico, Dario Franceschini ha infatti dichiarato in proposito che “il piano casa del governo” mette l’Italia “a rischio gravissimo di cementificazione”.
"C'e' bisogno di far ripartire l'economia - ha osservato Franceschini - e le imprese nel settore dell'edilizia, ma questo piano è assolutamente uno sbaglio, è una specie di cementificazione dell'Italia". Perché "quello che noi abbiamo e che ci rende unici è il paesaggio, il territorio e rovinare il territorio e le città italiane è come se un paese arabo bruciasse il petrolio”.
Il piano per la casa proposto da Berlusconi ipotizza la realizzazione di nuovi alloggi per giovani coppie, anziani, immigrati regolari, studenti. Il tutto per venire incontro alle esigenze delle classi più disagiate e al tempo stesso dare impulso all'edilizia, facendo ripartire la domanda con benefici per l'economia. Nella prossima settimana il governo dovrebbe dare via libera al piano-casa voluto dal presidente del Consiglio. Dopo l'intesa con le Regioni, il governo attende di raggiungere quella con l'Anci, a quel punto il premier con un dpcm renderà operativo il provvedimento. Qui di seguito, la proposta di provvedimento, punto per punto:Edilizia popolare. Il piano, concordato con le Regioni, prevede 550 milioni. Le abitazioni saranno date in affitto con diritto di riscatto. I primi interventi prevedono la costruzione di circa 5.000-6.000 alloggi.
Cubature. Previsto un aumento delle cubature, pari al 20%, delle costruzioni esistenti. Prevista la possibilità di abbattere edifici vecchi (realizzati prima del 1989), non sottoposti a tutela, per costruirne nuovi con il 30% di cubatura in più. Qualora si utilizzino tecniche costruttive di bioedilizia o che prevedano il ricorso a energie rinnovabili l'aumento della cubatura è del 35%. Questi interventi dovranno rispettare le norme sulla tutela dei beni culturali e paesaggistici e non potranno riguardare edifici abusivi.
Sconti fiscali. Il contributo di costruzione sugli ampliamenti sarà infatti ridotto del 20% in generale e del 60% se l'abitazione è destinata a prima casa del richiedente o di un suo parente fino al terzo grado. (red)
