Economia / Sempre più poveri. Per la Cisl 350 mila sotto la soglia della sopravvivenza

“SardegnaNovas” 

Economia / Sempre più poveri. Per la Cisl 350 mila sotto la soglia della sopravvivenza

Sempre più poveri. E' destinato ad aumentare il numero delle persone povere che vivono in Sardegna. Ossia famiglie che vivono al di sotto dei limiti della cosiddetta soglia di povertà. A denunciare una situazione definita “sempre più drammatica” è Mario Medde, segretario generale della Cisl che parla di un “fenomeno in crescita destinato ad aumentare” Per il sindacalista nel corso del 2009 il numero di poveri potrebbe superare quota 350mila persone.

“Diversamente dai paesi del terzo e quarto mondo – è la posizione di Mario Medde - la povertà che noi registriamo nell'Isola assume caratteristiche meno drammatiche. Si è però di fronte a migliaia di famiglie, si è ormai superato il numero delle centomila famiglie che vivono con un reddito insufficiente a garantire una vita dignitosa e una speranza per i propri figli. Per questo motivo la Cisl sarda da tempo chiede interventi straordinari sia sul versante degli strumenti necessari a monitorare e a seguire il fenomeno delle vecchie e nuove povertà, sia su quello delle politiche e delle misure utili a ridurre l'impatto della disoccupazione e delle pensioni inadeguate ad una vita decorosa”. Ricordando le persone che, vivendo con un solo reddito rischiano di non arrivare alla fine del mese il sindacalista ricorda però il dramma “delle migliaia di giovani disoccupati, che sono i trentenni e gli ultra cinquantenni che non riescono a trovare una nuova collocazione”. Situazione preoccupante, che ha spinto i giorni scorsi anche le altre organizzazioni sindacali a prendere posizione lanciando un appello all'amministrazione regionale “per individuare misure straordinarie per affrontare l'emergenza”.

Mentre partono gli appelli delle sigle sindacali confederali davanti al palazzo della Giunta regionale si susseguono le proteste degli operai che hanno perso il loro posto di lavoro. A sollecitare interventi istituzionali “soprattutto perché la regione è azionista di minoranza” sono i lavoratori della Sgm, la società che gestiva la miniera d'oro a Furtei, chiusa da gennaio. I lavoratori, che garantiscono la messa in sicurezza degli impianti sollecitano un intervento della regione per una futura ricollocazione nel settore delle bonifiche ambientali. La protesta non si ferma qui. Ai precari della scuola, presenza costante davanti al palazzo della Giunta, si aggiungono anche le maestranze del polo industriale di Portovesme che sollecitano interventi istituzionali per “salvare i posti di lavoro sempre più a rischio”.