Istituzioni / Piano della Regione per evitare lo spopolamento dell'isola
Venerdì 26 Febbraio 2010 15:21
Un piano regionale per frenare lo spopolamento della Sardegna. Ad affrontare il problema che riguarda soprattutto i giovani la cui età è compresa tra i 20 e i trent'anni sono l'assessore regionale al Lavoro Franco Manca, il presidente dell'Anci Sardegna Tore Cherchi e il vice presidente dell'Associazione srda Enti locali Rodolfo Cancedda. Il primo passo per affrontare quella che, in molti casi viene considerta una sorta di emergenza, soprattutto per i centri con meno di duemila abitanti, l'incontro tra l'assessore regionale al lavoro, il presidente dell'Anci e il vice presidente dell'Asel.
«Stiamo predisponendo un percorso conoscitivo in quelle realtà della Sardegna che, più di altre, lamentano una continua emorragia di abitanti, soprattutto nelle fasce più giovani - ha spiegato l'assessore Franco Manca - e individuando alcuni paesi o aggregazioni di Comuni che mettano insieme una massa critica di giovani tra i 20 e i 30 anni, per comprendere quali siano le esigenze e cogliere le reali opportunità di lavoro, magari legate alle tradizioni locali come l'artigianato, il turismo e l'agricoltura». L’assessore Manca ha poi precisato che «agiremo anche sul versante imprese, per ragionare con loro sulle nuove opportunità di sviluppo e di crescita che la Regione sta mettendo in piedi. Mi riferisco per esempio al Microcredito, che mette a disposizione 50 milioni di euro con risorse del Fondo sociale europeo: una cifra importante che sarà suddivisa nei vari territori dell’isola. Abbiamo predisposto anche altre iniziative a favore di piccole e microimprese, per sostenerle nella formazione e nell’autoimprenditorialità».
La Regione, con il supporto delle sue strutture, intende inserire delle figure professionali specifiche nei Csl (Centri servizi per il lavoro) per promuovere le iniziative a sostegno delle microimprese nei Comuni sardi. Infine, attraverso il progetto “Formazione Gal”, nelle aree rurali sono previsti interventi di formazione per la qualificazione e specializzazione di competenze professionali che attivino processi di innovazione e diversificazione dei servizi offerti dalle aziende locali: si stima che i destinatari della formazione siano 1.500-2.000.
I rappresentanti di Anci e Asel hanno espresso gradimento per le proposte illustrate dall’assessore Manca. “A nome dell’Anci garantisco sin da ora tutta la nostra cooperazione – ha sottolineato Cherchi –. Apprezziamo le iniziative a favore dei piccoli Comuni, e suggeriamo di non trascurare le periferie urbane, dove registriamo da tempo situazioni sociali molto allarmanti”.
“Siamo d’accordo su tutta la linea anche noi dell’Asel – ha precisato Cancedda –. L’importante è porre dei vincoli molto rigidi per non sprecare neppure un euro delle risorse che la Regione metterà in campo”.
