Energia / No della Regione al nucleare. Diana (Pd): basta proclami, serve una legge
Lunedì 01 Marzo 2010 10:21
«In Sardegna - ha aggiunto il governatore - non c’è posto per le centrali perché intendiamo imboccare con decisione un’altra strada: quella delle energie rinnovabili e della green economy. La realizzazione di impianti nucleari rappresenterebbe un inaccettabile danno, anche dal punto di vista simbolico, per una terra che affida le sue speranze di sviluppo all’ambiente, al paesaggio ed alla propria identità. Siamo contrari ad una simile ipotesi ed un referendum non farebbe altro che confermare questa volontà». Non si sono fatte attendere le reazioni dell’opposizione alle parole del governatore. A prendere posizione, ricordando anche la proposta di legge contro la realizzazione di centrali atomiche in Sardegna, di cui è primo firmatario è stato Giampaolo Diana, ex segretario generale Cgil e attuale vicecapogruppo al Consiglio regionale.
«Il centrosinistra ha presentato una proposta di legge, quindi un atto formale, con cui si dice no in maniera chiara, inequivocabile e decisa all’eventuale realizzazione di una centrale nucleare in Sardegna» ha detto Diana. «Il governatore fa sapere, sia attraverso i mezzi di comunicazione sia attraverso il sito internet di essere contrario alla realizzazione di centrali nell’isola. Ebbene, è ora di finirla con proclami attraverso i media. A questo punto si deve agire con atti formali. Il presidente della regione, se è contrario veramente deve essere conseguente a ciò che dice adottando atti formali veri e propri». A spiegare il modo è stato lo stesso esponente del Pd. « E questo lo può fare sia sostenendo la proposta di legge che abbiamo presentato noi, oppure presentandone un’altra. Purché ci sia una decisione chiara. La Sardegna e i sardi non possono più attendere».
