Eolico / Dopo le inchieste giudiziarie, dibattito in Consiglio regionale
Dopo l’inchiesta giudiziaria le reazioni a catena. E alla notizia lanciata dai quotidiani regionali L’Unione Sarda e La Nuova Sardegna e da quelli nazionali sull’incheista che riguarderebbe anche il presidente della Regione Ugo Cappellacci, non si fanno attendere le reazioni. Il primo a parlare dopo una mezza giornata di silenzio è lo stesso governatore che affida le sue parole a una nota diramata dall’ufficio stampa della Regione.
«Ho appreso dai giornali di essere indagato nell'ambito della nota vicenda riguardante gli investimenti nell'eolico - si legge nella nota - . Aspetto tranquillo e fiducioso nel lavoro della Magistratura di conoscere i fatti e le circostanze oggetto di indagine». La nota del governatore prosegue: «Sono certo che emergerà con tutta evidenza la correttezza, la trasparenza ed il rigore del lavoro della Giunta. Sin dai prossimi giorni trasferirò questa mia consapevolezza al Consiglio Regionale».
Annunciano di presentare una mozione in Consiglio regionale sull’utilizzo e la valorizzazione delle fonti energetiche i consiglieri regionali di Italia dei valori e Sinistra ecologia e Libertà. «Pensiamo che la mozione possa essere una utile occasione di confronto trasparente in Aula su questo argomento, e - scrivono gli esponenti dei due partiti - per questo riteniamo utile che il Presidente del Consiglio convochi nei prossimi giorni, almeno una preliminare urgente conferenza dei Presidenti dei gruppi». Silvio Lai, segretario del Pd annuncia: «Siamo certi che il presidente della Regione chiederà l’immediata convocazione del Consiglio regionale per riferire. Altrimenti sarà nostra cura presentare una mozione urgente per discutere e informare l’opinione pubblica».
Immediata la reazione di Mario Floris, consigliere regionale e leader dell’Uds. «L’annuncio del presidente della Regione che fin dai prossimi giorni e’ pronto a ‘trasferire’ al Consiglio regionale la correttezza, trasparenza e il rigore del lavoro della Giunta regionale nella vicenda delle energie rinnovabili, è una risposta politica che dovrebbero apprezzare tutti coloro che hanno a cuore le istituzioni democratiche del nostro Paese e la divisione dei poteri fissati dalla Costituzione»
