Lavoro / Accordo tra Regione, sindacati e imprenditori per rilanciare l'apprendistato

“SardegnaNovas” 

Lavoro / Accordo tra Regione, sindacati e imprenditori per rilanciare l'apprendistato

Un accordo tra imprenditori, Regione e sindacati per garantire la formazione e l'apprendistasto dei futuri lavoratori. E garantire quindi l'accesso al lavoro a chi è in possesso di una specializzazione o conosce un mestiere. Un'iniziativa importante, come sottolineano i promotori soprattutto perché "avvenuta in un periodo di profonda crisi per tutta la Sardegna". 

"Non è esagerato definirlo un accordo storico -  ha spiegato nel corso della conferenza stampa l'assessore del Lavoro, Franco Manca - in quanto abbiamo siglato un testo condiviso con venti sigle in rappresentanza del settore industriale, delle piccole e medie imprese, di agricoltura, commercio, turismo, artigianato e mondo delle cooperative. L’obiettivo è quello di favorire l’inserimento qualificato nel mondo del lavoro dei giovani in età compresa tra i 16 e i 29 anni, la qualità del lavoro e la capacità competitiva delle imprese”. Il protocollo d'intesa siglato tra la regione e i rappresentanti delle altre categorie diventa fondamentale, come precisano i promotori "per il rilancio dell'apprendistato in tutte le forme". “Il carente successo delle attività formative sinora realizzate nel sistema dell’apprendistato sardo – spiega Manca – è riassumibile in un dato: appena un apprendista formato ogni sei assunti. Tutto ciò, insieme all’emergenza della crisi occupazionale e al mutato quadro normativo dello strumento, ha creato i presupposti per condurci ad un nuovo e più incisivo confronto con le parti sociali e datoriali, allo scopo di costruire le premesse per un effettivo rilancio. Non si tratta di un ‘semplice’ contratto di lavoro, piuttosto può rappresentare un innovativo strumento di collocamento fondato sull’integrazione tra il mercato del lavoro e il sistema educativo e formativo. Vogliamo superare la vecchia e artificiosa distinzione tra la formazione ‘interna’ e quella ‘esterna’ all’impresa”. 

Delle tre tipologie introdotte dalla legge Biagi, in Sardegna risulta operativo soltanto l’apprendistato professionalizzante, volto cioè al conseguimento di una qualificazione contrattuale attraverso una formazione sul lavoro e l’acquisizione di competenze di base, trasversali e tecnico-professionali. Del tutto virtuale appare l’apprendistato per l’espletamento del diritto-dovere di istruzione e formazione, che consentirebbe l’acquisizione di una qualifica professionale (cioè di un titolo di studio) ai molti giovani assunti in apprendistato con al massimo la licenza media (ben il 54,5%, a cui va aggiunto un 3% senza alcun titolo) e un contrasto efficace della dispersione scolastica. Lo stesso discorso può essere esteso all’apprendistato di terzo livello, finalizzato al conseguimento di un diploma, di una laurea o di un titolo di alta formazione, compresi i dottorati di ricerca. Si tratta, pertanto, di un’opportunità unica specialmente per le piccole e medie imprese sarde, che potranno investire con costi ragionevoli nella ricerca e nell’innovazione. 
La sigla sull'accordo non è che il primo passo. E' previsto, in tempi brevi, infatti, un nuovo vertice in cui si discuteranno i modi e i tempi per mettere in pratica quanto le diverse parti hanno sottoscritto. "Allo stato attuale sono già disponibili 9,3 milioni di euro tra fondi comunitari e nazionali - spiega l'assessorato al Lavoro in una nota - . La durata dell’apprendistato varia dai due ai sei anni, a seconda della tipologia di contratto collettivo nazionale di lavoro applicato dalla singola impresa. In Sardegna gli apprendisti regolarmente assunti sono 10-11mila". (R.E.)