Sagre / Annullo speciale e cartolina filatelica a Guasila per la caccia alla giovenca
Lunedì 02 Agosto 2010 17:01
Il 14 agosto a Guasila è il giorno della vigilia della festa patronale della Vergine Assunta: sa festa manna de sa bidda. All’alba si consuma un rito forse unico in Europa, che proviene dai secoli precristiani, oltre che segnare un passaggio delle società agropastorali: la caccia alla giovenca. S’acchixedda, la giovenca appunto, viene liberata in campagna e gli inseguitori, tutti scapoli, gareggiano a cavallo muniti di un lazo. La caccia è lunga e faticosa, ma finisce sempre con la cattura. È uno spettacolo avvincente e ricco di emozioni e il Comune ha chiesto alle Poste Italiane di dare risalto all’evento attraverso la filatelia. Sarà così emessa una cartolina filatelica, del costo di cinquantadue centesimi, che distribuita in tutta Italia farà conoscere questa festa.
La cartolina riproduce un’opera dipinta dal pittore Foiso Fois. Il quadro, patrimonio del Comune di Guasila, illustra le fasi più rappresentative della tradizionale caccia alla giovenca. Sempre sabato 14 sarà inoltre attivato uno sportello filatelico in piazza del Popolo dalle 18 fino a mezzanotte dove sarà possibile acquistare e spedire la cartolina con il timbro speciale che raffigura una scena della caccia alla giovenca.
Una volta indicata l'ora e il luogo dello svolgimento della caccia, la popolazione accorre per seguire con la massima attenzione tutte le fasi della manifestazione. È prevista anche la partecipazione degli ammogliati, i quali dovranno creare ostacoli alla cattura e fare in modo così che gli scapoli dimostrino destrezza: si frappongono tra l'animale e gli scapoli, incitano alla fuga la giovenca e vigilano che la cattura avvenga secondo le regole stabilite dalla tradizione: prendere al laccio solo le corna, a korru limpius, e non ad esempio anche un orecchio, e liberarla di nuovo qualora la cattura avvenga ad animale fermo.
Alla cattura segue la sfilata con i cavalieri partecipanti che attorniano il vincitore, riconoscibile dalla canna fresca e il fazzoletto, su muccadori, a essa legato, simbolo del premio, che in realtà è dato dal prestigio e dall'ingresso all'età adulta del giovane cavaliere. Il rituale accoglie pienamente il significato di rito di passaggio, caratteristico delle società agropastorali, dove il passaggio al mondo degli adulti o all'età adulta, da parte di un giovane, veniva decretato con prove di abilità. E catturare una giovenca, in un contesto di allevamento come quello di Guasila, era certamente cosa consona con l'intento e con lo scopo. Il passaggio all'età adulta consentiva anche di potersi sposare. Così un aspetto del rituale è proprio quello di vedere sposato entro l'anno il vincitore della manifestazione.
Alessandro Serra
