Televisioni / Emittenti sarde a rischio (sotto accusa il digitale) e la Regione istituisce un tavolo di crisi

“SardegnaNovas” 

Televisioni / Emittenti sarde a rischio (sotto accusa il digitale) e la Regione istituisce un tavolo di crisi

La Regione Sardegna ha formalmente istituito un tavolo di crisi del settore dell' emittenza televisiva regionale. Il fine dell'organismo è quello di sviluppare un programma condiviso di intervento per garantire il mantenimento dei livelli di occupazione e la salvaguardia del pluralismo dell'informazione. All'incontro, convocato dall'Assessore al lavoro Franco Manca, erano presenti le segreterie regionali di Cgil, Cisl E Uil, l'Associazione della stampa sarda, il Corerat Sardegna, la Federazione radio televisioni, l’Associazione Aeranti Corallo e gli amministratori delle tv private regionali.

 

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«Guardiamo in particolare – ha affermato Manca – a un sistema di interventi non solo finanziari, con l’eventuale concessione di ammortizzatori sociali coordinati e interconnessi per consentire una maggiore efficacia nel contrastare le criticità e nell’offrire prospettive di risanamento alle aziende». All'incontro è emerso che le difficoltà maggiori siano derivate dall'introduzione del digitale terrestre. Il nuovo sistema, inizialmente accolto con i migliori auspici, si è nei fatti rivelato uno svantaggio. La frammentazione e dispersione dell'offerta televisiva, infatti, ha poi comportato un sintomatico calo degli ascolti e una drammatica diminuzione del fatturato.

 

In tempi brevi, assicurano in Regione, saranno analizzati gli eventuali canali di investimento e i percorsi di finanziamento per attivare gli interventi a sostegno del settore. «Ulteriori passi importanti – ha concluso l'assessore al lavoro – riguardano la necessità di destinare risorse per l’aggiornamento tecnologico e per lo sviluppo di una programmazione maggiormente orientata a valorizzare le specificità culturali della Sardegna».

 

Giovanni Schirò