Sassari-Olbia / Il Pd: sì allo stato d’emergenza, ma comprendendo tutti i nove lotti
Domenica 14 Marzo 2010 18:27
"La dichiarazione dello stato di emergenza sulla Olbia-Sassari del Consiglio dei Ministri può dare un ruolo alla Regione Sardegna nella messa in opera della strada che le precedenti ordinanze della Presidenza del Consiglio, quella del 19 gennaio 2010 e quella del 3 marzo 2010, le avevano negato o non le avevano riconosciuto". Lo affermano il deputato del Pd Giulio Calvisi e il capogruppo del partito in Consiglio regionale, Bruno. "A leggere bene queste due ordinanze infatti si scopre che esse sono state emanate senza intesa formale da parte della Regione Sardegna e che trattano solo del 9 lotto della Olbia Sassari, quello vicino all'aeroporto di Olbia,e non degli altri 8: inquietante dimenticanza che aggiunge confusione a confusione".
"Vedremo le successive ordinanze della Presidenza del Consiglio per capire quale sarà il ruolo e la funzione della Regione nella realizzazione di tutta la strada e quale quello dell'Anas, investita proprio dall'ordinanza di qualche giorno fa di quel ruolo di decisore assoluto sulla realizzazione del 9 lotto (e a questo punto pensiamo anche per gli altri 8) in subentro, dopo i fatti giudiziari noti a tutti, alla struttura di missione facente capo alla Protezione Civile", aggiungono i due esponenti dell'opposizione. "Il problema più grande però rimane quello delle risorse, senza il reintegro dei 470 milioni di euro, scippati ormai un anno e mezzo fa e mai restituiti nonostante i reiterati annunci, si possono dichiarare tutti gli stati di emergenza che si vogliono, ma strade non se ne fanno".
"Il secondo problema attiene al mantenimento delle procedure e dei progetti già in essere che, a nostro giudizio, devono essere tenuti in piedi, non vorremo che, come nel gioco dell'oca, si ritornasse alla casella di partenza, indietro quindi di un anno e mezzo, al settembre del 2008, con nuovi progetti, un nuovo tracciato per la strada, nuovi bandi per la manifestazione di interesse delle imprese che vogliono concorrere ai lavori", concludono Calvisi e Bruno. "Tempo ci pare che, con il costo pesante della perdita di vite umane, se ne sia perso abbastanza. (fonte: Sardegna Democratica, AGI Red-Cog)
