Energie alternative / La polemica sull’eolico in Sardegna si trasferisce nelle aule giudiziarie
Giovedì 13 Maggio 2010 17:55
La guerra dell’eolico si sposta dai giornali alle aule giudiziarie: Tiscali ha deciso di denunciare per diffamazione il quotidiano di Cagliari L’Unione Sarda che aveva pubblicato alcuni servizi in cui dava notizia di iniziative in atto di Tiscali per la realizzazione di una centrale eolica in una zona industriale. E, come si legge nel sito “Sardegna Democratica”, Tiscali ha precisato con un suo comunicato che:
1. Non è vero che Tiscali entra nel business dell'eolico. La società è totalmente impegnata nella gestione della propria attività di operatore di telecomunicazioni e new media e non è dedita a iniziative estranee al suo oggetto d'impresa.
2. Per la sua attività produttiva Tiscali consuma oltre 20 mila MWh/anno (inclusivo della sede di Sa Illetta e delle altre sedi in Italia), per un costo annuale complessivo di oltre 3 milioni di Euro, peraltro in crescita.
3. Al fine di produrre tutta l'energia necessaria alle proprie attività, Tiscali ha chiesto al Cacip l'assegnazione di un'area tra quelle che il consorzio stesso ha già destinato alla produzione di energia da fonti rinnovabili.
4. Nell'area di 15 ettari possono essere installate 4 pale per una produzione di 16 mila MWh/anno che annualmente coprirebbero appena l'80% del fabbisogno totale di Tiscali.
5. La fantasiosa stima economica riportata nell'articolo di pagina 2 non tiene conto del fatto che nel periodo di vita dell'impianto eolico stimato in 15 anni i costi energetici ammonterebbero ad un totale di circa 50 M€ per Tiscali. Pertanto il progetto mira al risparmio di costi industriali e a dare un contributo alla sostenibilità ambientale.
Tiscali ritiene grave che vengano riportate notizie false e tendenziose sull'attività di una società quotata in borsa che nel caso avesse voluto cambiarla, cosa per altro assolutamente non vera, avrebbe dovuto darne formale comunicazione al mercato e agli organi competenti.
Tiscali ritiene lesivo del buon nome della società e dei suoi amministratori essere stata accostata artificiosamente, nello stesso titolo in prima pagina, a recenti gravi episodi di mala amministrazione su cui sono attualmente impegnate diverse procure. Pertanto la società tutelerà i propri diritti nelle opportune sedi." (fonte: comunicato diffuso da Tiscali).
Ma il 13 maggio 2010, dopo ulteriori articoli apparsi sul quotidiano, Tiscali precisa quanto segue:
1. non c'è nessun cambio di numeri come erroneamente affermato dal giornalista: i 17 mila MWh annuali si riferiscono al consumo della sola sede di Sa Illetta, per altro in crescita. Il consumo complessivo della società è di 20 mila MWh annuali includendo tutte le altre sedi sparse sulla penisola;
2. il totale dei costi attribuibili al consumo energetico di Tiscali è pari a circa 3 milioni di euro l'anno, relativi ai consumi della sede di Sa Illetta e delle altre sedi sparse sulla penisola;
3. il prezzo della Borsa Elettrica citata nell'articolo (tra i 64 e i 67 euro per MWh) non è significativo e assolutamente fuorviante in quanto non rappresenta il costo di accesso all'energia da parte del cliente finale, che invece comprende una quota rilevante di altri oneri.
Alla luce di quanto sopra, appare evidente la totale coerenza tra la comunicazione rilasciata ieri da Tiscali e i dati riportati nella richiesta presentata al CACIP. Altrettanto evidente appare la pervicace volontà di voler diffamare un'azienda che in piena legittimità decide di attuare un programma di risparmio costi e sostenibilità ambientale in un'area industriale che già ospita impianti eolici.
Pertanto, la società –conclude il comunicato di Tiscali- ha dato mandato ai propri legali per immediata denuncia relativa a diffamazione a mezzo stampa.
