Sanità / Cellule staminali, nuova ordinanza sul cordone ombelicale
Martedì 24 Marzo 2009 17:01
“Disposizioni in materia di conservazione di cellule staminali da sangue del cordone ombelicale”: è l’argomento dell’ ordinanza del Ministero del lavoro, salute e politiche sociali, entrata in vigore il primo marzo scorso. E il 18 marzo, inoltre, i sottosegretari alla Salute, Eugenia Roccella e Ferruccio Fazio, hanno illustrato il documento “Uso appropriato delle cellule staminali del sangue del cordone ombelicale” e un glossario finalizzato a fornire definizioni scientificamente corrette e comprensibili per il lettore meno esperto. L’ordinanza sostiene, in sintesi, il principio che la conservazione del sangue da cordone ombelicale rappresenta un interesse primario per il servizio sanitario nazionale. È stata inoltre affermata l'importanza della donazione del sangue da cordone ombelicale ad uso allogenico (cioè in favore di persone diverse da quelle da cui le cellule sono prelevate), ottenuto da un donatore e idoneo per l'infusione in un'altra persona.
Il trapianto di cellule staminali emopoietiche rappresenta una terapia salvavita consolidata e di grande successo per la cura di numerose e gravi malattie del sangue. La possibilità di effettuare trapianti con sangue da cordone ombelicale ha portato alla istituzione di apposite banche; in Italia le banche di sangue cordonale, istituite esclusivamente all'interno di strutture pubbliche, svolgono la loro attività nel rispetto degli standard di qualità e sicurezza definiti a livello nazionale e internazionale. La rete nazionale italiana è attualmente composta da 18 banche ed è coordinata dal Centro nazionale sangue in collaborazione con il Centro nazionale trapianti.
L’ordinanza autorizza inoltre la conservazione per uso allogenico a fini solidaristici, in strutture pubbliche a ciò dedicate. È consentita, anche, la conservazione di sangue da cordone ombelicale per uso dedicato al neonato stesso o a consanguineo con patologia in atto al momento della raccolta, “per la quale risulti scientificamente fondato e clinicamente appropriato l'utilizzo di cellule staminali da sangue cordonale, previa presentazione di motivata documentazione clinico sanitaria”.
La conservazione per uso personale è permessa anche nel caso di famiglie a rischio di avere figli affetti da malattie genetiche per le quali risulti clinicamente appropriato l'utilizzo di tali cellule. In questi casi si tratta di “donazione dedicata” e le cellule staminali, conservate gratuitamente nelle banche italiane, sono a disposizione esclusiva del soggetto al quale sono state dedicate in ragione della sua patologia.
La conservazione, autorizzata dalle Regioni e senza oneri a carico dei richiedenti, avviene nelle strutture trasfusionali pubbliche e in quelle indicate dalla legge 219/2005. E’ vietata l’istituzione di banche per tale conservazione in strutture sanitarie private e ogni forma di pubblicità ad esse connessa. L'ordinanza prevede che entro il 31 dicembre di quest’anno venga disciplinata, con decreto del ministero del Lavoro, la conservazione di sangue cordonale per uso autologo ''sulla base di indicazioni appropriate sostenute da evidenze scientifiche consolidate''.
Rimane in vigore la possibilità di esportare in strutture estere campioni di sangue da cordone ombelicale per uso autologo (personale), per i soggetti interessati che ne fanno richiesta, se autorizzati dal ministero. La richiesta di autorizzazione, contenente tutte le informazioni indicate nel modulo allegato all’ ordinanza (tra cui i dati anagrafici dei genitori richiedenti, idonea certificazione della struttura dove viene raccolto il campione) deve pervenire al seguente indirizzo: Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, Direzione generale della prevenzione sanitaria, Ufficio VIII, via Giorgio Ribotta 5, 00144 Roma, per raccomandata, in tempo utile e comunque almeno entro i tre giorni lavorativi precedenti la data di spedizione del campione di sangue cordonale. La conservazione in banche operanti all'estero, quando ricorrono i requisiti indicati e previo consulto con il Centro nazionale trapianti, avviene a spese dei richiedenti. (Fonte: Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali)
